A seguito della pubblicazione, da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, delle Linee Guida per la sperimentazione di percorsi di autonomia rivolti ai care leavers, ossia a quei ragazzi che si trovano a compiere la maggiore età dopo un percorso al difuori della famiglia di origine su Provvedimento dell’autorità Giudiziaria, Regione Lombardia ha deliberato gli Ambiti territoriali coinvolti nella sperimentazione e il relativo riparto delle risorse.

Il Decreto Ministeriale 155 del 18 maggio 2018 richiedeva, infatti, alle regioni aderenti di selezionare gli ambiti territoriali in cui avviare la sperimentazione, definendo d’ufficio l’inclusione dei Comuni capoluogo delle città metropolitane, e individuando quali criteri aggiuntivi per la scelta la numerosità nell’Ambito di persone potenzialmente destinatarie degli interventi e la capacità dei servizi di accompagnare i percorsi di autonomia, in modo da garantire la continuità dell’assistenza.

Sulla base di questi criteri, gli ambiti selezionati a livello regionale per partecipare alla sperimentazione sono 3, aggiuntivi al Comune di Milano: l’Ambito territoriale di Carate Brianza, quello di Como e quello di Crema.

La distribuzione delle persone potenzialmente destinatarie degli interventi vede infatti la presenza complessiva, a livello regionale, di 960 ragazzi e ragazze, tra i 17 e i 21 anni, allontanati dalla famiglia di origine sulla base di un Provvedimento dell’Autorità Giudiziaria, di cui 403 sono collocati presso le strutture residenziali e 557 in affido eterofamiliare.

Di questi 960 ragazzi e ragazze, 167 risiedono nel Comune di Milano, mentre gli altri sono distribuiti nei restanti ambiti e di questi, solo 12 ambiti vedono la presenza di 15 o più ragazzi. In particolare, nell’Ambito di Como sono presenti 33 ragazzi, nell’Ambito di Carate Brianza 17 e nell’Ambito di Crema 16.

Poiché dunque tali Ambiti, che risultano tra quelli caratterizzati da una maggiore presenza di potenziali destinatari di questa sperimentazione, hanno presentato alla Regione richiesta di adesione alla sperimentazione e presentano servizi capaci di intervenire in questo ambito, essi sono stati selezionati dalla Regione, e successivamente approvati dal Ministero, quali territori sperimentali.

Dal punto di vista delle risorse, Regione Lombardia dispone di 600.000 euro per il primo anno di sperimentazione (a fronte dei 5 milioni annui per l’intera sperimentazione a livello nazionale), a cui si aggiunge il 20% di risorse regionali in cofinanziamento, pari a 150.000 euro a valere sul Fondo Sociale Regionale. Il riparto delle risorse complessive vede dunque assegnate al Comune di Milano un totale di 300.000 euro, di cui 240.000 di risorse ministeriali e 60.000 di risorse regionali, e agli altri tre aAmbiti una quota cada uno pari a 150.000, di cui 120.000 di finanziamento ministeriale e 30.000 di cofinanziamento regionale.

La scelta regionale, dunque, così come esplicitata nella DGR, è stata quella di selezionare un numero limitato di Ambiti sui quali concentrare la sperimentazione, utilizzando come criterio prevalente la numerosità dei ragazzi in fascia di età 17/21 anni collocati fuori dalla famiglia di origine.

Nel contempo Regione Veneto, che dispone di una quantità di risorse decisamente inferiore, pari a 350.000 euro, ha definito (con DGR 1980 del 21 dicembre 2018) l’attivazione della sperimentazione su 7 ambiti territoriali, tra cui il Comune di Venezia, e ha ripartito le risorse assegnando a ciascuno dei 7 ambiti territoriali una quota paritaria, di 50.000 euro. Quali criteri per la selezione ha individuato: il numero totale di “ragazzi coinvolti nella sperimentazione stimati beneficiari del progetto e della borsa per l’autonomia” e di “ragazzi coinvolti nella sperimentazione stimati beneficiari del solo progetto”.

Regione Piemonte (D.G.R. 30 Novembre 2018, n. 34-7966), con 450.000 euro di risorse assegnate, ha definito invece di intervenire in due soli Ambiti territoriali, di cui uno è la città di Torino (destinataria di 250.000 euro), e l’altro ambito (assegnatario di 200.000 euro) è da selezionare attraverso i criteri definiti: il numero di giovani usciti nel 2018 da percorsi di accoglienza a seguito del compimento della maggiore età; il numero di giovani 18/21 anni in prosieguo amministrativo decretato dal Tribunale per i minorenni nell’anno 2018; il numero di giovani in previsione di uscita dal percorso di accoglienza per compimento della maggiore età nei mesi di novembre/dicembre 2018 e nell’anno solare 2019; il numero di giovani che si prevede di collocare in prosieguo amministrativo per compimento della maggiore età nei mesi di novembre/dicembre 2018 e nell’anno solare 2019. Mantiene poi, quale criterio dirimente in caso di pari numerosità tra alcuni ambiti, la più elevata popolazione residente in età 17/21 anni.

Se dunque dal punto di vista dei criteri utilizzati per la selezione degli Ambiti nessuna delle tre regioni si discosta molto da quanto definito nel Decreto Ministeriale, si evidenzia un’ampia variabilità relativamente al n° di ambiti selezionati, e della quantità di risorse a questi riservate. Tra le tre regioni osservate la Lombardia si pone come una via di mezzo, con l’individuazione di 4 ambiti a cui riservare una quota di risorse abbastanza significativa.

Ancora da capire, invece, la capacità della sperimentazione in termine di numerosità dei ragazzi coinvolti, difficile da stimare in relazione alle tante variabili e le modalità applicative che questa tyroverà nei diversi territori, che saranno presto oggetto di nuovi approfondimenti.