Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali a novembre 2018 aveva approvato il riparto dei quasi 276 milioni assegnati al Fondo Nazionale per le Politiche Sociali per l’annualità 2018, allegandovi – dopo anni – un Piano sociale nazionale triennale che ha introdotto alcune significative novità nelle linee di indirizzo per le programmazioni regionali e locali.

Alla Lombardia sono stati assegnati 38,4 milioni di euro e gli uffici regionali hanno da poco concluso il percorso di programmazione, da cui sono derivate le delibere di assegnazione delle risorse agli ambiti territoriali, dd.gg.rr. 1448/2019 e 1474/2019.

Le novità della programmazione derivanti dal Piano nazionale

Sono tre le principali novità che derivano dalle indicazioni nazionali.

Integrazione tra fondi

Il Piano nazionale ha indicato la necessità di garantire una programmazione il più possibile integrata tra i diversi fondi a finanziamento del welfare sociale, quali quello per le non autosufficienze, sul Dopo di noi, il Fondo nazionale per la lotta alla po­vertà e all’esclusione sociale e ora anche il Fondo nazionale a sostegno del sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino ai sei anni, ai sensi del d.lgs. n.65 del 2017. Questo ha portato il legislatore nazionale a vincolare almeno il 40% della quota trasferita a politiche per il rafforzamento degli interventi e dei servizi nell’area dell’infanzia e dell’adolescenza che, al netto dei servizi integrati 0-6, rimangono di fatto escluse da fonti di finanziamento dedicate, essendo stata la l.285 ormai da tempo assorbita all’interno del fondo indistinto.

Programmazioni più dettagliate

In considerazione di tali indicazioni è stata rivista anche la matrice di macro-livelli e aree di intervento su cui, dal 2013, le Regioni e gli ambiti programmano le risorse del Fondo, richiedendo, oltre al rispetto delle percentuali sopra riportate, un dettaglio specifico per l’area Infanzia, adolescenza e responsabilità famigliari. Con l’allegato A bis (integralmente in allegato), approvato successivamente al decreto di riparto, vengono infatti dettagliate le tipologie di intervento riferite agli obiettivi di servizio dell’assistenza domiciliare e dei servizi territoriali comunitari.

Tab. 1 Dettaglio Allegato A bis per la programmazione

2) Servizi e misure per favorire la permanenza a domicilio Assistenza domiciliare                 Interventi di sostegno al contesto familiare in cui vivono bambini e ragazzi Sostegno socioeducativo domiciliare
Sostegno alla genitorialità e servizio di mediazione familiare
Specifici sostegni a bambini nei primi mille giorni di vita
Attivazione sostegni innovativi (percorsi gruppali, famiglie / persone di appoggio etc…)
3) Servizi territoriali comunitari Centri diurni e altri servizi territoriali comunitari        Interventi di sostegno ai contesti quotidiani di vita dei bambini e dei ragazzi Nella scuola: interventi co-progettati e cogestiti con insegnanti sia di gruppo, sia in équipe multidisciplinare per singoli alunni / studenti in condizioni di difficoltà/rischio
Nel territorio: sostegni e servizi socio-educativi territoriali

 

Quote riservate

Il vincolo di una quota del Fondo (non meno di 4 milioni a livello nazionale) per azioni volte all’implementazione delle Linee di indirizzo sull’intervento con bambini e famiglie in situazione di vulnerabilità (P.I.P.P.I.), programma prima gestito con risorse direttamente dal livello nazionale.

Le scelte regionali

Quante risorse trasferire

La prima scelta si riferisce all’ammontare delle risorse da trasferire agli ambiti.  Degli oltre 38 milioni assegnati alla Lombardia, dovranno obbligatoriamente essere destinate al finanziamento di (P.I.P.P.I.) 437.500,00 euro.

A questi la Regione aggiunge 50 mila euro destinate, ad integrazione di risorse proprie, alla revisione e agli aggiornamenti delle Linee gui­da sulla Cartella Sociale Informatizzata (CSI), al fine “di supportare gli Enti locali nell’im­plementazione dello strumento informatico, anche in prospetti­va della piena realizzazione, a livello nazionale, del Sistema infor­mativo unitario dei servizi sociali (SIUSS) rivolto ai Comuni”.

I restanti 37,89 milioni vengono ripartiti agli ambiti, per numero di residenti, comprensiva di una quota per i Comuni montani. E’ da dgr n. 1474 a riportare il riparto corretto.

Come programmare

Per la definizione della programmazione, la Regione si è basata, oltre che sulle indicazioni nazionali, anche sull’analisi di dati provenienti da più fonti.

La programmazione FNPS del 2017, che evidenzia come già nella precedente annualità, oltre il 40% delle risorse fossero mediamente destinate all’area infanzia ed adolescenza (40,8%). I dati derivanti dalla spesa sociale 2016, da cui si evince un incremento complessivo della spesa dei comuni per il welfare rispetto al 2015 (+2%) e che vede crescere maggiormente proprio l’area dei servizi per minori e famiglia (+5%), che risulta la più finanziata. Infine l’analisi della programmazione della cosiddetta Quota servizi del Fondo Povertà 2018, osservando i Piano di Azione Locale d’ambito approvati dai territori a fine gennaio scorso, che cuba nel complesso oltre 31 milioni.

Da ciò derivano le scelte regionali di destinazione del fondo che vedono:

  • il 50% delle risorse riservate all’area “Infanzia, adolescenza e responsabilità familiare”
  • il 38% all’area “Disabilità e non autosufficienza”
  • il 12% all’area “Povertà ed esclusione sociale

A queste percentuali gli stessi ambiti dovranno attenersi per la programmazione delle quote a loro destinate. Per come è espressa la frase che accompagna la tabella di programmazione regionale (Tab .2), sembra che debbano attenersi anche al rispetto degli obiettivi di servizio, se non nelle quote da destinare, almeno nell’esclusione di quegli obiettivi non contemplati dalla programmazione regionale (es. l’accesso e la presa in carico per l’area della Povertà ed esclusione sociale, in quanto già considerati finanziati dal Fondo povertà).

Un’altra scelta da sottolineare è l’assenza di quote riservate a specifiche premialità. A parte i 50 mila euro per la cartella sociale e le risorse destinate a P.I.P.P.I., tutta la restante quota è destinata direttamente agli ambiti. Questo significa che il trasferimento quest’anno sarà, da subito, leggermente “più ricco”. Significa anche, con tutta probabilità, che la gestione delle premialità 2017 – connesse alle linee guida ai piani di zona 2018-2020 – non sia così semplice da gestire, complice anche il disallineamento temporale con cui si stanno approvando i nuovi piani e le progettazioni specifiche sugli obiettivi strategici. Ad oggi risulta infatti assegnata una parte minoritaria delle premialità di primo livello (quelle riferite all’approvazione dei Piani di zona in rispetto all. art 7 bis della l.r. 23/2015) per i soli 36 ambiti che hanno approvato i piani il 30 giugno 2018.

Il monitoraggio

Infine, un’ultima nota è riferita all’accenno che nell’allegato alla dgr viene fatto circa il format per la programmazione e le indicazioni sul nuovo monitoraggio sull’utilizzo del FNPS, che si prevede arriverà agli ambiti entro metà maggio.

La Regione infatti dovrà includere le informazioni dell’allegato A bis proposto dal ministero, richiedendo agli ambiti le specifiche sulla programmazione dell’area infanzia e adolescenza, come riportato in precedenza. Si sa però che gli uffici regionali hanno avviato un tavolo di lavoro alcuni ambiti e ATS, per arrivare ad uno schema di programmazione più articolato, che consenta alla Regione di avere informazioni di maggior dettaglio sulla destinazione del Fondo Nazionale, utilizzando le medesime voci già contemplate per la rendicontazione della spesa sociale.

Pertanto gli ambiti dovranno tenere conto di questa variazioni in corso, nella programmazione del fondo per il proprio territorio.