Il budget per il welfare sociale e sociosanitario per il 2019 è il risultato dalla combinazione tra le scelte nazionali e le politiche di bilancio regionali. Si propone una panoramica iniziale sul complesso dei fondi nazionali per le politiche sociali e il relativo impatto sulla Lombardia, per poi analizzare le variazioni apportate dalla manovra regionale; seguono infine alcune considerazioni d’insieme.

Come cambiano i fondi nazionali

La legge di bilancio per il 2019 (L. 145/2018) ha dato continuità a tutti i vari fondi per le politiche sociali territoriali e, il quadro che ne risulta, è quello di una crescita generale dei finanziamenti per i territori (Tab. 1). L’orientamento nazionale è quello di ricorrere a tanti sottofondi di settore, anziché un unico fondo indistinto.

Ad essere potenziato è, innanzi tutto, il Fondo generico per le politiche sociali (FNPS)  con circa 120 milioni di euro in più rispetto al 2018. Ciò dovrebbe significare per la Lombardia il passaggio da 38,3 dello scorso anno (quelli appena ripartiti i territori con DGR 1448/2018) a 56,2 milioni (a parità di quote regionali di riparto). Si ricorda che sembrerebbe invece cambiare la possibilità di impiego del fondo che, dal 2019, dovrà essere utilizzato, per una quota fissata a livello nazionale (almeno il 40%, secondo il Piano Sociale Nazionale), per l’area specifica dei minori; inoltre non potranno più essere finanziati con questo strumento i servizi socioeducativi per l’infanzia.

Anche il Fondo Nazionale Non Autosufficienza ha trovato analogo sviluppo con la manovra nazionale, raggiungendo, nel 2019, quota 573,2 milioni. Non sembrano esserci particolari novità sulla finalizzazione e sui criteri d’accesso. L’attribuzione alla Lombardia dovrebbe raggiungere 86,5 milioni, un deciso aumento rispetto ai 70,9 del 2018 (a fine 2018 le regioni hanno ricevuto un’ulteriore assegnazione a titolo di risorse provenienti dalle attività di accertamento dell’invalidità dell’Inps , con circa 2,1 milioni per la Lombardia).

Il fondo “Dopo di noi” è riportato ai livelli del 2017 (56,11 ml), dopo la contrazione del 2018 (51 milioni): per la regione ciò implica un incremento, per il 2019, di quasi un milione.

Tra le novità del 2019, il ritorno a finanziamenti appositamente dedicati alle “politiche territoriali per la famiglia”: il fondo relativo che negli ultimi esercizi era stato quasi azzerato (circa 4 milioni del 2018), sarà portato a 104 milioni; ciò servirà a raggiungere, oltre che gli obiettivi preesistenti (es. gestione di osservatori di settore, riorganizzazione dei consultori), quello dello sviluppo dei “centri per la famiglia”.

Il Fondo povertà 2019 raggiungerà, per la quota servizi, 347 milioni a livello nazionale: sebbene l’entrata in vigore del “reddito di cittadinanza” sostituirà gli interventi monetari del REI precedentemente finanziati dal fondo, è stato mantenuto l’impegno sul triennio del Piano Povertà riferito alla “quota servizi” da destinare alle regioni. Rispetto ai 37,2 milioni del 2018, si stima una disponibilità per la Lombardia di 43 milioni per l’anno corrente (al netto della quota Pon e compresi i circa 5,4 milioni di quota per la povertà estrema e per i minori allontanati che hanno compiuto la maggiore età).

In crescita, infine, anche il fondo per l’autonomia degli studenti disabili che viene incrementato, dagli storici 70 milioni a 100, con stabilizzazione fino al 2021. Per la Lombardia significa il passaggio da 12,5 a 16,7 milioni, gestiti nell’ambito delle politiche accessorie all’istruzione.

Nel complesso, il concorso dello stato al welfare sociale lombardo (come del resto quello a favore delle altre regioni) subirà un aumento consistente (circa 60 milioni), probabilmente senza precedenti.

La sanità, invece, non potrà contare su un analogo impulso espansivo, dal momento che la legge di Bilancio per il 2019 ha riconfermato il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale sui livelli del 2019 (114.4 miliardi), rinviando gli aumenti al 2020, a condizione che venga rinnovato il Patto per la Salute. Anche le disposizioni normative della L. 145/2018 non contemplano novità in merito al finanziamento dei servizi sociosanitari.

Tab. 1 – Principali fondi nazionali per le politiche sociali

valori nazionali quota Lombardia
2018 2019 2018 2019*
FNPS 276,0 400,9 38,3 56,3
FNNA 462,0 573,2 70,9 88,6
F. Povertà (quota regioni) 297,0 347,0 37,2 43,0
F. Dopo di noi 51,1 56,1 8,6 9,4
F. assistenza alunni disabili 75,0 100,0 12,5 16,7
F. politiche per la famiglia 4,4 104,0 0,6 14,8
1.165,5 1.581,2 168,1 228,8
*ipotesi costanza criteri riparto 2018

 

Come cambiano i fondi regionali

La legge regionale di Bilancio 2019-2021[1], ha tendenzialmente confermato i finanziamenti per le politiche sociali, in alcuni casi prevedendo addirittura implementazioni.

Ripercorriamo la situazione degli stanziamenti (tab. 2), tenuto conto del fatto che con la nuova legislatura le competenze finanziarie in ambito sociale si distribuiscono tra differenti filoni (in particolare quello della Casa-Politiche Sociali e Disabilità e quello della Famiglia).

Quest’ultimo ambito vede confermati per il prossimo triennio i programmi avviati nelle precedenti legislature (Sostengo, conciliazione, strumenti tecnologicamente avanzati, ecc). Il Fondo per iniziative sperimentali per la famiglia, che finora aveva finanziato il Bonus Bebè, il fattore Famiglia e una parte di Nidi Gratis, nell’ultimo biennio era stato ridimensionato, presumibilmente per effetto del progressivo finanziamento di Nidi Gratis con risorse europee in sostituzione di risorse regionali. Per il 2019 risulta confermato il finanziamento della suddetta misura nell’ambito del Por-FSE, anche se per il prossimo biennio sembra non si possa più contare su questa fonte e, piuttosto, sembra che si tornerà a fare affidamento sui fondi regionali (la legge di bilancio ha istituito un finanziamento ad hoc per sostenere gli interventi che favoriscono la fruizione dei servizi per la prima infanzia, con 11,5 milioni nel 2019 che triplicano nel 2020). Nel complesso le politiche per la natalità-prima infanzia sembrano poter confidare sulla continuità e crescita degli investimenti.

Viene confermato anche il finanziamento  a favore del lavoro di cura delle assistenti familiari, con un investimento a regime di 1,5 milioni annui (con DGR 914/2018 sono stati assegnati agli ambiti 3 milioni relativi al 2018-2019).

Per quel che riguarda gli interventi per i disabili, la manovra regionale ha disposto per il prossimo biennio un’integrazione alle risorse nazionali del Fondo Non Autosufficienza di 6,6 milioni di risorse autonome regionali. Si ricorda che nel 2017 le regioni erano state chiamate a cofinanziare gli interventi del fondo nazionale  con risorse proprie (Il Dpcm 27/11/2019 aveva individuato una quota a carico della regione di 9,1 milioni), obbligo venuto formalmente meno nelle annualità successive. In ogni caso, probabilmente per fronteggiare le difficoltà a sostenere finanziariamente gli interventi attivati (in particolare i trasferimenti monetari) la regione ha deciso di mantenere un cofinanziamento regionale.

I disabili sensoriali potranno confidare sui finanziamenti specifici che saranno incrementati dai 9,8 milioni del 2018 ai 12,4 del 2020).

L’orientamento generale è comunque quello di sostenere programmi specifici piuttosto che il generico fondo sociale regionale che, invece, resta invariato.

Nel complesso il settore registra un passo avanti nell’allocazione delle risorse autonome regionali per le politiche sociali (da 94,8 a 106 milioni), con un ulteriore potenziamento nel 2020.

In ambito sociosanitario (Tab. 2), dal confronto tra le previsioni della DGR 7600/2017 (§2.3) e quelle della Dgr 1046/2018, emerge un potenziamento degli stanziamenti correnti questo settore destinato ad alcune unità di offerta tradizionali (“sono  state  incentivate  ulteriori attività relativamente all’offerta di prestazioni ADI,UCP-DOM, Nuclei Alzheimer, Stati vegetativi e SLA”, §2.3).

Nell’allocazione delle risorse correnti disponibili, infatti, si rafforza la quota sanitaria riconosciuta alle strutture residenziali per la conversione di posti per anziani non autosufficienti  in Nuclei Alzheimer (8 milioni), per  la conversione dei posti dedicati per le persone in condizione di Stato Vegetativo (2,5 milioni) e per l’incremento delle tariffe per le persone affette da SLA  inserite in strutture(800.000€).  Allo stesso tempo, non sembrano essere previsti interventi per la regolazione delle compartecipazioni degli ospiti.

Tra le altre aree privilegiate dalle scelte allocative della DGR 1046/2017, anche quella delle cure domiciliari, con risorse aggiuntive per l’ADI (+ 4 milioni) e per le cure palliative domiciliari (+2,5 milioni).

Infine, sono stanziate ulteriori risorse del fondo sanitario per favorire l’integrazione sociosanitaria nell’area della disabilità (§17.3): dalla DGR 1253/2019 di regolazione del Fondo Non Autosufficienza si apprende che sono stati destinati a questo scopo 6 milioni, da attribuire tramite voucher ai beneficiari della misura B1.

Per quanto riguarda le misure sociosanitarie[2], gli incrementi più significativi rispetto al 2018 interessano la residenzialità leggera/assistita (da 4,7 a 5,3 milioni), i servizi dedicati alle persone religiose (da 2,5 a 3,1 milioni) e gli interventi per i minori gravemente disabili (da 2,7 a 3,4 milioni).

Nel complesso, nonostante lo stallo del Fondo Sanitario Nazionale, la regione ha incrementato le risorse per l’area sociosanitaria di circa 20 milioni.

Tab. 2 – Risorse regionali per il welfare sociale e sociosanitario

 assestato 2018 bilancio 2019-2021*
2019 2020 2021
Politiche per la famiglia/prima infanzia          27.262.348                34.532.510                 53.266.191                41.400.002
 Lavoro di cura assistenti familiari            1.500.000                  1.500.000                   1.500.000                  1.500.000
 Interventi negli istituti penitenziari            1.000.000                      464.760                       866.190                  1.000.000
 interventi a favore delle famiglie per iniziative sperimentali          14.640.155                10.999.000                 11.100.000                11.100.000
 sostengo            1.800.000                  1.800.000                   1.800.000                  1.800.000
 conciliazione            1.000.000                  1.000.000                   1.000.001                  1.000.002
 strumenti tecnologicamente avanzati            2.000.000                  2.000.000                   2.000.000                  2.000.000
 implementazione fruizione servizi prima infanzia                11.500.000                 35.000.000                23.000.000
POR FSE – Interventi per infanzia, minori, asilo nido UE          17.740.641                17.562.500
Stato          12.418.448                12.293.750
regione (autonome)            5.322.193                  5.268.750
Politiche sociali/disabilità          67.600.000                71.450.000                 73.050.000                72.850.000
Programma 2 /disabilità interventi sperimentali per la non autosufficienza            4.600.000                  6.600.000                   6.600.000                 6.600.000
Programma 2 /disabilità disabili sensoriali            9.000.000                10.850.000                 12.450.000                12.250.000
Fondo sociale regionale          54.000.000                54.000.000                 54.000.000                54.000.000
Totale risorse autonome regionali per il sociale          94.862.348              105.982.510               126.316.191             114.250.002
FSR – Settore welfare**    1.722.435.000          1.742.804.000  nd  nd
FSR corrente per servizi sociosanitari tradizionali    1.670.080.000          1.688.000.000  nd  nd
FSR corrente misure fondo famiglia          52.355.000                48.804.000  nd  nd
FSR per integrazione FNNA                            –                  6.000.000  nd  nd
Totale fondi regionali per il sociosanitario    1.722.435.000          1.742.804.000  nd  nd
Sociale+sociosanitario    1.817.297.348          1.848.786.510  nd  nd
* Decreto segretario generale Giunta regionale 28 dicembre 2018 – n. 20067
**ricostruzione a partire dalle DGR 7600/2017 e DGR 1046/2018

 

Uno sguardo d’insieme alle novità

Cosa cambierà per le varie tipologie di utenza?

Le scelte nazionali comportano la disponibilità di nuove risorse in area minori (F.Naz. Famiglia a favore dei “centri per la famiglia”), target che risulterà altresì privilegiato, nell’allocazione del FNPS.  A livello regionale sembra chiaro l’intento di dare continuità e potenziare le iniziative per favorire l’accesso ai nidi.

L’altra area che potrà contare su un budget in crescita è quella delle gravissime disabilità, grazie alle maggiori risorse statali, parzialmente integrate da quelle regionali per il sociale e dalla quota di FSR per i beneficiari del FNNA.  La prevista costituzione del fondo unico della disabilità sembra voler favorire la gestione unitaria delle risorse tra sanità e sociale, probabilmente per attivare sinergie che consentano di fronteggiare la crescita imponente delle richieste di intervento.

Per l’area degli anziani non autosufficienti le prospettive sono meno chiare: come nella scorsa legislatura, il principale motore di finanziamento resta il fondo sanitario (con i vari finanziamenti per RSA, CDI, RSA aperta/leggera, ADI), con un ruolo meno evidente del FNNA ed una strategia di sostegno dei bisogni socio-assistenziali meno definita, sebbene qualcosa si stia muovendo (stanno andando a regime nuovi interventi come quello per il lavoro di cura delle assistenti familiari). In analogia a quanto si sperimenterà in area disabili, potrebbe essere utile ricondurre questi vari canali ad un progetto organico, per fare “sistema” tra le varie fonti e ottimizzare le risposte sul caso.

Infine, è in crescita anche il budget per le politiche di contrasto alla povertà, in questo caso grazie esclusivamente al sostegno del livello nazionale.

 


[1] Si è fatto riferimento al Decreto segretario generale Giunta regionale 28 dicembre 2018 – n. 20067
[2] Nella tabella sono riportate le risorse correnti; dalla DGR 1046 (§2.3) risulta che una quota delle misure sociosanitarie è finanziata anche con “utilizzo contributi”. I valori qui riportati sono quelli del §6.6.1 della stessa DGR