Nel quadro della Riforma nazionale del terzo settore e del sostegno a iniziative e progetti promossi da organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, qual’è il ruolo assunto dalla Regione in questi mesi e come si inserisce all’interno della vision dell’Assessorato?

Le politiche di intervento in campo sociale dell’Assessorato focalizzano l’attenzione sulla necessità di ripensare gli interventi ed i servizi in relazione ai bisogni della persona, sviluppando, accanto alla rete tradizionale centrata su servizi e prestazioni, un sistema che risponda alle “esigenze di ascolto, di cura, di sostegno e di presa in carico integrata”, un sistema di risposta flessibile ai bisogni emergenti di fasce di popolazione fragile, vulnerabile economicamente e socialmente.

Concretezza, operatività, tempestività della risposta, prossimità dei servizi, centralità di una presa in carico integrata, continuità assistenziale per le persone sono i criteri di fondo che sostengono questo approccio.

Per applicare tali criteri si rende necessaria un’ulteriore ridefinizione delle reti che operano a livello locale, rafforzando l’integrazione delle risorse e il coinvolgimento della  “Comunità” in tutte le sue forme: attori istituzionali (Ambiti territoriali/Comuni, Agenzie di Tutela della Salute, Aziende Socio Sanitarie Territoriali), Organismi del Terzo Settore, Imprese e Associazioni imprenditoriali e datoriali, Associazioni di famiglie, ecc.

In questi mesi, con il Tavolo regionale del Terzo settore, abbiamo collaborato per individuare percorsi di attuazione della riforma nazionale coerenti e rispettosi della peculiarità regionali.  In particolare, attraverso un’attualizzazione dei temi della co-programmazione e co-progettazione, abbiamo rilanciato con il Tavolo di consultazione del Terzo settore una collaborazione a tutto campo che ha portato a istituire gruppi di approfondimento tematici su peculiari aspetti della riforma e a definire azioni a supporto delle Associazioni che sono impegnate in questi mesi nel processo di adeguamento previsto dalla Riforma e a sostenere le loro attività di interesse generale con la riproposizione, anche per il 2019, dell’Avviso per la realizzazione dei progetti rivolto alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale.

 

Cosa prevede il nuovo Avviso e quali elementi ne hanno guidato la definizione?

Con il nuovo Avviso, frutto dell’Accordo di programma sottoscritto a dicembre 2018 tra Ministero del Lavoro e Politiche Sociali e Regione Lombardia, confermiamo la volontà di sostenere tutte le iniziative degli Enti del terzo settore che sul territorio lombardo svolgono un’azione insostituibile di sussidiarietà rispetto agli attori istituzionali in senso stretto. Un lavoro di valorizzazione delle singole esperienze nei più svariati campi, che riescono a raggiungere con capillarità e ad agire con efficacia per soddisfare specifici bisogni.

L’Avviso prevede il finanziamento di progetti promossi da organizzazioni di volontariato o associazioni di promozione sociale, in base all’accordo di programma sottoscritto tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Regione Lombardia ai sensi del d.lgs.  n° 117/2017, codice del terzo settore, con uno stanziamento di 3.521.440 euro.  Ad aprile, con DGR XI/1513 sono già stati approvati il Piano operativo per l’anno 2019 e i criteri generali di presentazione dei progetti, e con questo Avviso sono definite le finalità generali, le aree prioritarie di intervento e le linee strategiche individuate dalla Regione, che indirizzino la definizione dei progetti, nonché indicazioni dettagliate in merito alle modalità e alla forma di presentazione delle proposte progettuali e dei relativi budget.

La definizione delle priorità del nuovo Avviso si è basata anche sull’osservazione dei progetti dell’edizione dello scorso anno, che stiamo seguendo con molto interesse. Il finanziamento di 76 progetti ha coinvolto 436 partner delle reti di progetto ai quali si sono affiancati altri 277 associazioni per un totale di 713 enti. Dall’analisi delle azioni svolte emerge la loro capacità di costruire reti attorno a bisogni territoriali, l’attenzione al coinvolgimento delle giovani generazioni nell’attività di volontariato e nella vita associativa e la tendenza a farsi carico di bisogni inediti, costruendo risposte flessibili, centrate sulla relazione diretta con la persona.

 

Quali sono gli elementi distintivi del nuovo Avviso, e quali le novità introdotte rispetto allo scorso anno?

La principale novità introdotta quest’anno riguarda il fatto che sarà possibile realizzare progetti di ampio respiro a livello regionale, così come progetti maggiormente centrati su esigenze locali.
In particolare, sono tre le tipologie di progetti che potranno essere finanziati: regionali, con reti strutturate di almeno 10 enti partner effettivi con obiettivi di sviluppo della capacity building dei singoli attori del terzo settore (strutturazione gestionale e organizzativa, competenze imprenditive, leadership e ricambio generazionale), per un massimo di 3 progetti.  Il costo massimo del progetto regionale riconoscibile è fissato in 150.000 euro e non potrà essere inferiore a 80.000 euro. Il cofinanziamento dovrà coprire almeno il restante 30% del costo del progetto riconoscibile.

Quelli territorialicon vocazione più diretta sulla risposta ai bisogni della popolazione residente, realizzati da reti territoriali significative di almeno 4 enti partner effettivi e attuato almeno su due ambiti territoriali. Il costo massimo del progetto territoriale riconoscibile è fissato in € 80.000 euro e non potrà essere inferiore a € 20.000. Il cofinanziamento dovrà coprire almeno il restante 30% del costo del progetto riconoscibile.

Infine quelli locali, presentati da una rete di almeno 2 enti finalizzati a obiettivi più centrati sulle realtà associative singole o sulle esigenze della realtà locale (comunale e/o di quartiere). Il costo massimo del progetto locale riconoscibile è fissato in € 20.000 euro e non potrà essere inferiore a 15.000 euro.

In tutte e tre le tipologie il contributo regionale è pari al 70% del costo del progetto riconoscibile. Il cofinanziamento dovrà coprire almeno il restante 30% del costo del progetto riconoscibile.

Dal punto di vista dei contenuti, le priorità individuate da Regione Lombardia, anche attraverso alcuni tavoli di confronto, per la realizzazione dei progetti 2019 sono:

  1. il consolidamento delle reti articolate e con la partecipazione anche di enti del privato sociale e del mondo profit, nel quadro della programmazione zonale
  2. coinvolgimento dei giovani nell’attuazione del progetto al fine di ampliare la base associativa e favorire, là dove possibile, anche il ricambio generazionale nella leadership delle organizzazioni di volontariato facenti parte della rete;
  3. promozione di percorsi di sensibilizzazione e di azioni di contrasto dei processi discriminatori in generale con particolare riguardo ai temi della disabilità e del bullismo;
  4. l’individuazione di forme di partecipazione e di cittadinanza attiva, con particolare attenzione ai temi della legalità, dirette a favorire effetti generativi sulla comunità intesa non solo come destinataria passiva dell’intervento, ma come soggetto attivo di promozione umana e sociale;
  5. la promozione del mutuo aiuto tra famiglie e di reti familiari quali principali soggetti sociali impegnati in azioni di inclusione e coesione sociale rivolte ai componenti fragili;
  6. progetti di utilità sociale attivati dai Comuni attraverso il coinvolgimento di soggetti fragili nella partecipazione ad attività di volontariato;
  7. progetti di formazione dei volontari con attenzione ai temi della sicurezza (in ambito regionale);
  8. attività rivolte all’accompagnamento e al recupero dell’autonomia di soggetti con problematiche relative alla salute mentale, comprensive di azioni rivolte all’empowerment delle capacità relazionali, di carattere educativo e soprattutto tese alla valorizzazione delle potenzialità della persona (anche dal punto di vista lavorativo).

 

Come devono essere presentate le domande e quali sono le scadenze per la presentazione e per la realizzazione dei progetti?

L’Avviso è pubblicato sul portale della Regione: dal 15 maggio fino al 1° luglio 2019 le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale potranno presentare i progetti, attraverso il sito Bandi on line.

I progetti dovranno essere avviati dal 1° ottobre al 31 ottobre 2019 per concludersi entro il 1° ottobre 2020.

Il soggetto capofila e i partner destinatari del contributo, aderenti alle reti, devono essere iscritti al Registro regionale dell’associazionismo e del volontariato nelle sezioni organizzazioni di volontariato e/o associazione di promozione sociale, sezione regionale o provinciale.
Al fine di promuovere l’inclusione sociale, oltre ai partner effettivi, la partecipazione alle reti è consentita ai soggetti associati non direttamente beneficiari del contributo, come: organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, associazioni senza scopo di lucro, associazioni di solidarietà familiari, cooperative sociali e consorzi di Cooperative sociali, imprese sociali, associazioni di mutuo soccorso, enti filantropici, associazioni Dilettantistiche sportive, fondazioni, organizzazioni iscritte all’Albo nazionale delle Ong, enti ecclesiastici e religiosi ed enti pubblici.