Le reti territoriali interistituzionali antiviolenza si sono sviluppate in Lombardia a partire dal 2013, a seguito della L.R 11 del 2012 “Interventi di prevenzione, contrasto e sostegno a favore di donne vittime di violenza.” In particolare, il Piano quadriennale regionale per il contrasto alla violenza approvato  a novembre 2015 e con scadenza dicembre 2019, ha previsto tra le finalità strategiche il consolidamento e lo sviluppo delle Reti territoriali antiviolenza che, dal 2013 ad oggi si sono in effetti moltiplicate e sviluppate fino ad arrivare all’attuale numero di 27. Queste 27 reti attualmente hanno in corso accordi con la Regione la cui scadenza è prevista per dicembre 2019, e da qui la necessità di stipulare nuovi accordi per dare continuità e potenziamento agli interventi per il biennio 2020 e 2021.

Tra aprile e maggio la Regione ha pubblicato, con DGR 1496 e DDUO 6318,  le Linee guida e le modalità attuative per la sottoscrizione di accordi con gli enti capofila di reti territoriali, finalizzati al sostegno dei servizi e delle azioni per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della violenza.
I fondi complessivi a disposizione sono 4,5 milioni, di cui oltre 3 milioni provengono dal Fondo nazionale per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, e 1,4 milioni sono destinati da Regione quale cofinanziamento.
La DGR, e il seguente decreto, definiscono da una parte i criteri di riparto delle risorse tra le 27 reti territoriali, e dall’altra i termini e le modalità attuative del programma 2020/2021.

 

Finalità e risorse per il nuovo biennio di attività

Il provvedimento prevede come finalità:

  • azioni di stabilizzazione e consolidamento delle reti attualmente attive, tramite il rafforzamento le capacità di governance degli enti locali capofila;
  • interventi di potenziamento e rafforzamento delle attività, in ordine tanto all’incremento quantitativo degli interventi e all’ampliamento della copertura territoriale (ad es. attraverso l’incremento dei posti letto nelle case rifugio, l’apertura di nuovi sportelli decentrati dei centri antiviolenza, etc) quanto al miglioramento della qualità degli interventi (ad es. attraverso l’attivazione di percorsi formativi e il rafforzamento della capacità delle reti di definire percorsi integrati per la fuoriuscita delle donne da situazioni di rischio e di violenza.

I soggetti che possono fare domanda sono gli enti locali capofila che coordinano le Reti territoriali antiviolenza che hanno già oggi in corso un accordo di collaborazione con Regione Lombardia.

La ripartizione delle risorse tra le Reti avviene per il 30% sulla base della popolazione complessiva residente sul territorio di riferimento della rete, per il 30% sulla base del numero dei Centri antiviolenza con cui il Comune capofila della rete ha già convenzioni in atto, e per il 40% quale quota fissa da ripartire equamente tra le 27 reti territoriali. Le risorse complessivamente destinate alle reti per il biennio vanno da un minimo di 114.760 euro per le Reti di San Pellegrino Terme, Suisio, Darfo Boario Terme e Val Trompia, ad un massimo di 315.480 per la Rete Territoriale di Milano.

Le risorse sono vincolate percentualmente alla realizzazione delle diverse attività, e in particolare ogni rete dovrà destinare:

  • l’11% delle risorse al potenziamento della governance, alla formazione e alla comunicazione;
  • l’89 % delle risorse al potenziamento dei Centri Anti Violenza e delle Case Rifugio, e nello specifico il 24,5% di queste ai Centri Anti Violenza, il 24,5 alle Case Rifugio, il 23% al potenziamento degli sportelli o all’incremento dei posti letto e il restante 28% da distribuire a scelta tra CAV e CR.

 

Cosa si finanzia

Governance, comunicazione e formazione

  • coinvolgimento degli ambiti territoriali del territorio di riferimento della Rete territoriale interistituzionale antiviolenza anche al fine di garantire nel tempo la sostenibilità e la continuità delle azioni e dei servizi;
  • attività di monitoraggio e di valutazione in itinere e finale degli interventi;
  • definizione e/o aggiornamento di protocolli operativi di rete che definiscano compiutamente ruoli e responsabilità di ciascun soggetto della Rete territoriale;
  • interventi di comunicazione volti a promuovere i servizi offerti dalla Rete territoriale interistituzionale antiviolenza;
  • interventi formativi rivolti ai soggetti appartenenti alla Rete territoriale interistituzionale antiviolenza.

Attività e servizi offerti dai centri antiviolenza

  • erogazione dei servizi minimi previsti ai sensi dell’Intesa Stato-Regioni;
  • apertura/potenziamento di servizi decentrati sui territori di riferimento della Rete territoriale interistituzionale antiviolenza per favorire l’accessibilità ai servizi da parte delle donne vittime di violenza;
  • attività di sensibilizzazione destinate al territorio finalizzate all’emersione del fenomeno e alla valorizzazione dei servizi offerti;
  • attività di formazione rivolta alle operatrici professioniste e volontarie;
  • utilizzo del sistema informativo regionale quale strumento finalizzato alla conoscenza delle caratteristiche delle donne prese in carico dai centri antiviolenza e delle case rifugio/strutture di ospitalità, della tipologia di maltrattamento e dei servizi erogati.

Attività e servizi offerti dalle case rifugio e dalle strutture di ospitalità

  • protezione delle donne vittime di violenza e dei loro eventuali figli/e attraverso servizi di ospitalità in collegamento con i centri antiviolenza;
  • potenziamento dell’ospitalità presso case rifugio e strutture di ospitalità;
  • attività di formazione rivolta alle operatrici professioniste e volontarie;
  • utilizzo del sistema informativo regionale quale strumento finalizzato alla conoscenza delle caratteristiche delle donne prese in carico dai centri antiviolenza e delle case rifugio/strutture di ospitalità, della tipologia di maltrattamento e dei servizi erogati.

 

Gli indicatori di monitoraggio

Per monitorare l’andamento dei progetti e valutare il livello di raggiungimento degli obiettivi di risultato, la Regione individua e definisce i seguenti indicatori:

  1. Numero di centri antiviolenza e sportelli coinvolti nelle reti;
  2. Numero di case/strutture di ospitalità rifugio coinvolte nelle reti e relativi posti letto;
  3. Numero di donne che hanno contattato di persona il Centro antiviolenza;
  4. Numero di donne che hanno contattato per telefono e per email il Centro antiviolenza;
  5. Numero di donne accolte e prese in carico dai centri antiviolenza;
  6. Numero di donne e eventuali figli/e minori (distinte per provenienza territoriale – da Lombardia o extra regione) ospitate presso le case rifugio/strutture di ospitalità;
  7. Numero di incontri di Rete realizzati/ numero di incontri preventivati;
  8. Spesa rendicontata.

 

I tempi previsti

  • Presentazione delle domande da parte degli enti locali capofila delle Reti entro il 4 ottobre 2019.
  • Sottoscrizione degli accordi di collaborazione entro il 20 novembre 2019
  • Avvio dei progetti il 1 gennaio 2020
  • Conclusione dei progetti entro il 31 dicembre 2021