Con l’organizzazione di un ciclo di laboratori territoriali rivolti ai referenti dei Comuni e agli Ambiti coinvolti dalla programmazione delle politiche abitative prevista dalla L.R. 16/2016, la Direzione Generale Politiche sociali, abitative e disabilità di Regione Lombardia ha avviato – in collaborazione con Polis Lombardia, l’Istituto per la Ricerca Sociale e KCity rigenerazione urbana srl – un percorso volto a veicolare lo sviluppo di nuove capacità programmatorie e progettuali[1] nel contesto regionale.  Come ribadito in più occasioni da parte dei referenti regionali – da ultimo il Direttore Daverio in occasione del seminario dello scorso 18 dicembre – la L.R. 16/2016 “Disciplina dei servizi abitativi” presuppone infatti un radicale cambiamento di paradigma che richiede di adottare una nuova cultura della programmazione, da sviluppare attraverso modalità di analisi e progettazione non ancora del tutto codificate e in larga parte sviluppabili soltanto attraverso la sperimentazione.

Da questo punto di vista il ciclo di laboratori ha rappresentato una prima e importante occasione per discutere i risultati delle ricerche su questi temi realizzate negli ultimi anni da Polis Lombardia, avvalendosi del supporto tecnico e metodologico di IRS e KCity[2] e di avviare in questo modo la strutturazione di una prima “comunità di pratiche”, a cui affidare la sperimentazione di un nuovo paradigma e la stimolazione del cambiamento all’interno dei contesti più resistenti. Per garantire la continuità e l’efficacia a questo percorso di strutturazione a Regione spetta comunque necessariamente di mantenere un ruolo di regia stimolando “dall’alto” lo sviluppo di nuove competenze e approcci

  • alternando alle scadenze e alle richieste della programmazione, anche opportunità che stimolino la creatività e la sperimentazione a livello territoriale;
  • garantendo in modo costante azioni di monitoraggio e valutazione della programmazione sviluppata in materia di welfare abitativo dagli Ambiti dei Piani di Zona regionali;
  • mettendo a disposizione strumenti a supporto della progettazione di nuovi e più efficaci interventi welfare abitativo.

Scadenze e opportunità

Tutti i quattro laboratori hanno preso avvio con un intervento da parte dei referenti regionali dedicato ad informare i territori in merito alle prossime scadenze relative alla programmazione delle politiche abitative prevista dalla L.R. 16 per il 2019 (e, in particolare, in relazione agli adempimenti utili alla presentazione del primo Piano Annuale) e ad approfondire i contenuti del Regolamento Regionale 3/2019 (“Modifiche al regolamento regionale 4 agosto 2017 n. 4 – Disciplina della programmazione dell’offerta abitativa pubblica e sociale e dell’accesso e della permanenza nei servizi abitativi pubblici) e del correlato documento integrativo (comunicato regionale 45/2019) che fornisce una serie di indicazioni applicative per la redazione del Piano.  Regione ha anche colto l’occasione per lanciare i percorsi formativi per l’utilizzo della Piattaforma informatica regionale SAP, nell’ottica di accompagnare i territori nelle fasi di pubblicazione degli avvisi e di gestione delle domande e nelle fasi di istruttoria e di assegnazione degli alloggi.

D’altra parte, i laboratori sono stati anche l’occasione per annunciare la sottoscrizione dell’Accordo di Programma tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Regione Lombardia per la destinazione di fondi residui GESCAL, che prevede dotazioni pari a 100 milioni di euro, con cui finanziare interventi a livello locale su tre fronti paralleli strettamente connessi allo sviluppo di nuove progettualità in materia di politiche abitative. Il primo fronte, con uno stanziamento di 48 milioni di euro, riguarda interventi di riqualificazione nell’ambito di programmi integrati per il recupero sistemico di quartieri di edilizia residenziale pubblica sul territorio della città di Milano. Il secondo fronte di intervento, con un budget di circa 30 milioni di euro, è relativo al recupero di unità abitative destinate a servizi abitativi pubblici e inutilizzate per carenze manutentive nei restanti comuni lombardi.  Il terzo fronte di intervento, con uno stanziamento di circa 23 milioni di euro, riguarda il recupero di patrimonio abitativo privato o pubblico sfitto o sottoutilizzato da destinare ad offerta abitativa sociale. Soprattutto quest’ultima pare essere una occasione propizia per testare, da parte degli Ambiti, nuovi modelli e nuovi approcci alle politiche abitative che – se di successo – potranno entrare a far parte della nuova programmazione strategica prevista dalla L.R.16/2016.

A che punto è la programmazione?

Attraverso una serie di ricognizioni effettuate nell’ambito della ricerca realizzata da IRS e KCity, è stato indagato lo stato dell’arte della progettualità in materia di welfare abitativo all’interno dei Piani di Zona degli Ambiti regionali. Il monitoraggio ha confermato la delicatezza del passaggio che le innovazioni portate dalla L.R. 16/2016 sta richiedendo alle Amministrazioni per la programmazione delle politiche abitative. A fronte di una ormai diffusa consapevolezza di dover approcciare il tema casa con soluzioni innovative che garantiscano fattibilità e sostenibilità degli interventi, non tutti i contesti territoriali paiono essere analogamente attrezzati sul piano delle conoscenze e competenze necessarie. Anche se la comparazione tra la programmazione 2015-2017 e la programmazione in corso ha evidenziato come gli Ambiti abbiano effettivamente investito nell’analisi della domanda e dei bisogni, in molti casi al fine di concepire e impostare politiche differenziate, innovative e sostenibili emerge la necessità di ulteriori investimenti utili ad integrare tale conoscenza.

D’altra parte l’analisi dei Piani di Zona finora consegnati a Regione Lombardia nel corso del 2018, evidenzia un diffuso impegno per promuovere opportunità e strategie in grado di veicolare una nuova offerta atta a contrastare le nuove situazioni di emergenza abitativa che i territori esprimono. Rispetto al passato risulta evidente come qualcosa stia cambiando:  da un lato si è raggiunta la consapevolezza di dover necessariamente implementare nuovi dispositivi di governance a dimensione zonale che consentano di meglio recepire le indicazione della L.R. 16/2016, dall’altro è possibile cogliere la volontà dei territori di diversificare il proprio sistema di servizi, individuando nuove strategie che consentano di contenere le vulnerabilità emergenti e impedire che queste si trasformino in nuove situazioni di marginalità, in un’ottica di prevenzione e sostenibilità dello stesso sistema di welfare.

Nuovi strumenti

A fronte di un deciso orientamento verso la prospettiva della programmazione “integrata” sostenuto dalla L.R. 16/2016, i laboratori hanno contribuito ad evidenziare come i territori soffrano ancora oggi di una scarsa interazione tra i settori coinvolti (uffici casa, servizi sociali, urbanistica), sottolineando persino la difficoltà di reperire anche le informazioni interne alle stesse Amministrazioni. Le politiche abitative oggi costituiscono infatti un campo entro cui è particolarmente importante promuovere una riorganizzazione degli uffici e dei tradizionali strumenti di analisi e gestione dei dati e delle informazioni ritenute decisive per l’impostazione degli interventi. Diversi comuni hanno affermato di non avere ancora a disposizione informazioni sullo stato del loro patrimonio pubblico, mentre molti affermano la necessità di reperire informazioni sul patrimonio privato sfitto e inutilizzato che potenzialmente può rappresentare una risorsa strategica per costruire risposte differenziate rivolte a diverse fasce di bisogno abitativo. La presentazione del database “urban+social” (uno strumento di lettura e gestione integrata di informazioni inerenti rispettivamente gli aspetti correlati al bisogno abitativo e gli aspetti correlati alle opportunità di sviluppo territoriale) predisposto da IRS e KCity[3], ha rappresentato, non a caso, il risvolto maggiormente operativo della riflessione strategico-metodologica proposta dal ciclo di laboratori: non solo perché è stato proposto uno strumento capace di dar concretezza alla prospettiva di gestione integrata delle diverse dimensioni associate alle politiche abitative, ma anche e soprattutto perché è stata prefigurata una possibile modellizzazione delle metodologie operative e delle attività di ricerca necessarie per l’impostazione di interventi di welfare abitativo[4] che si inscrivano nella prospettiva di innovazione sostenuta da Regione.

 


[1] I laboratori territoriali sono stati realizzati il 13 marzo 2019 presso UTR di Varese; il 21 marzo 2019 UTR di Bergamo; il 27 marzo 2019 UTR di Cremona e il 3 aprile 2019 UTR di Monza e Brianza.
[2]Reinventare le città. Riuso del patrimonio e innovazione sociale per la rigenerazione urbana”; “Supporto all’analisi delle modalità di attivazione di servizi abitativi sociali, di housing sociale e di welfare abitativo” realizzata da IRS e Kcity per Polis Lombardia nel 2018.
[3] Il Database, elaborato da IRS e KCity e messo a disposizione di Regione Lombardia, è uno strumento a disposizione degli Ambiti impegnati nella nuova programmazione integrata socio-territoriale delle politiche abitative a livello di Piano di Zona che permette la gestione integrata di Informazioni che afferiscono la dimensione «social» (es. il quadro dei bisogni e delle risorse sociali e abitative e Informazioni che afferiscono la dimensione «urban» (es. le opportunità di sviluppo del territorio).
[4] Per una prima panoramica del contenuto e della logica di funzionamento del data-base si rinvia alle slides utilizzate nel corso dei laboratori.