Il finanziamento al welfare lombardo tra scelte nazionali e regionali

Come di consueto LombardiaSociale.it ha proseguito l’analisi del finanziamento al welfare seguendo l’andamento annuale del finanziamento nazionale alle politiche sociali e del riparto alla Lombardia dei principali fondi, nonché le specifiche scelte allocative della Regione attraverso l’analisi del bilancio regionale, anche in fase di assestamento.
Il primo articolo illustra il quadro del finanziamento al welfare lombardo nell’ultimo anno dell’Esecutivo Maroni e l’effetto per i territori dell’avvio di un nuovo rilancio al finanziamento del sociale da parte del Governo centrale, con l’incremento del Fondi Dopo di noi e del Fondo Non Autosufficienza e la conferma dello stanziamento al Fondo Politiche Sociali.
Il secondo articolo fa il punto sulle scelte della nuova Giunta tenuto conto, in particolare, del nuovo quadro istituzionale ridefinito con l’avvio della legislatura, che ha triplicato gli assessorati di riferimento: il socio-sanitario a al Welfare e le politiche sociali divise tra gli assessorati Politiche sociali, abitative e disabilità e Politiche per la famiglia, genitorialità e pari opportunità. Si confermano scelte in continuità con il precedente esecutivo, con l’unica eccezione del lavoro di cura, a cui sono assegnate risorse doppie (da 700mila euro a 1,5 milioni). Approfondisce anche il quadro nazionale, che arricchisce i territori di risorse derivanti dall’introduzione del Fondo Povertà a finanziamento dell’attuazione del REI (Reddito per l’inclusione).
Infine il terzo articolo fotografa la situazione delle previsioni di finanziamento al welfare per l’anno in corso (2019), mostrando il significativo incremento (+60 milioni) per i territori lombardi, dovuto non solo alla crescita degli stanziamenti da parte del livello centrale. Si registra infatti un passo avanti anche nell’allocazione delle risorse autonome regionali per le politiche sociali (da 94,8 a 106 milioni), sebbene l’orientamento regionale sembra essere quello di sostenere programmi specifici piuttosto che il generico fondo sociale regionale che, invece, resta invariato.

La spesa dei comuni e gli interventi sostenuti

A fianco dell’analisi dei livelli di finanziamento, si è proseguito ad osservare e commentare i dati riferiti alla spesa, in particolare dei comuni.
Il primo articolo illustra i primi segni di ripresa della spesa sociale registrati dalla consueta indagine Istat, che segna un discreto recupero del settore, dopo anni di crisi. L’approfondimento analizza gli interventi che sono stati privilegiati da questa ripartenza e al contempo le aree che continuano a mostrare segni di sofferenza, con un dettaglio sulla situazione degli ambiti lombardi.
Il secondo articolo propone l’analisi del nuovo Piano sociale nazionale 2018-2020 e le anticipazioni circa i dati più recenti sulla spesa sociale dei comuni fornite da Istat. Questi ultimi evidenziano una discreta accelerazione (+6,9%) per i territori lombardi, confermando la ripresa avviata dopo il 2014, l’anno in cui c’era stata una inversione di tendenza dopo la crisi. Mostrano inoltre, una crescita regionale superiore all’incremento registrato su base nazionale e una spesa pro–capite (130 euro) tra le più sostenute tra le regioni ordinarie, sebbene tali incrementi non abbiano interessato tutte le tipologie di bisogno (area anziani in continua decrescita da diversi anni).
Infine il terzo contributo riprende gli ultimi dati della spesa sociale a seguito di pubblicazioni di maggior dettaglio da parte dell’Istat, proponendo per la prima volta un’analisi per singolo ambito, che consente raffronti comparativi. Un’analisi condotta attraverso l’utilizzo di 7 story map interattive, ognuna riferita agli interventi per specifiche categorie di utenza, in cui sono visualizzabili nomi e valori di spesa pro-capite dei singoli ambiti, consentendo di osservare le traiettorie del cambiamento e l’evoluzione della loro storia.

Confronti tra regioni

Si è proseguito nel tentativo di realizzare confronti tra regioni sui livelli di spesa, per verificare il posizionamento della Lombardia rispetto alle altre regioni comparabili. Come accaduto già in passato si è privilegiata l’area dell’assistenza agli anziani per cui sono disponibili i dati riferiti ai LEA sociosanitari.
L’articolo qui riportato propone un’analisi comparativa delle risorse investite per l’assistenza sociosanitaria agli anziani, a partire dai dati del Rapporto NNA (Network Non Autosufficienza). Per la Lombardia ne esce un buon posizionamento complessivo ma emerge ancora la storica debolezza sulla domiciliarità e una scelta peculiare sull’area della residenzialità.