Raccogliamo in questo vademecum una selezione dei contributi pubblicati nel corso degli ultimi due anni dedicati alle misure di contrasto alla povertà introdotte a livello nazionale (Reddito di Inclusione e, successivamente, Reddito di Cittadinanza), proponendo un approfondimento in merito alle conseguenti ricadute in Regione Lombardia in termini di atti normativi, governance dei servizi e beneficiari raggiunti.

Le attese sulle misure nazionali di contrasto alla povertà

Nella prima parte del vademecum proponiamo due contributi orientati a proporre delle riflessioni in merito allo scenario degli interventi di contrasto alla povertà, dal punto di vista istituzionale, nelle diverse “contaminazioni” tra il livello nazionale e il livello regionale.
Nel primo contributo, “I servizi al centro, a partire dal REI per andare oltre”, Daniela Mesini sintetizza le principali implicazioni attuative per la realizzazione di una politica di contrasto alla povertà, a prescindere dalla “formula” adottata, ovvero che si parli di “Reddito di Inclusione” o “Reddito di Cittadinanza”. I servizi e gli interventi a contrasto della povertà sono diventati livelli essenziali da presidiare e garantire con risorse nazionali e comunitarie dedicate. Vediamo, così, come a partire dall’introduzione del REI, i servizi e le professioni acquisiscano un ruolo centrale e l’inclusione delle persone e delle famiglie assuma insieme la duplice connotazione di “sfida” ed “opportunità”.
Nel contributo successivo, “Le attese sul percorso di attuazione del REI”, circoscrivendo l’attenzione al contesto lombardo, vengono, invece, riproposte le attenzioni dell’Alleanza lombarda contro la povertà sugli aspetti della costruzione della governance e della relazione tra i soggetti chiamati a concorrere all’attuazione del REI e alla definizione dei progetti personalizzati. Osserviamo come l’attuazione del REI rappresenti l’occasione per disegnare un nuovo paradigma di costruzione e di realizzazione delle politiche sociali. L’interrogativo dell’Alleanza riguarda quanto Regione Lombardia assuma un ruolo esplicito di coordinamento dei territori, così da riuscire a garantire una maggiore armonizzazione del sistema di welfare lombardo.

Atti regionali

L’attuazione a livello nazionale del REI ha fatto registrare inevitabilmente delle ricadute anche a livello regionale: ne rivediamo in questa parte del vademecum le scelte di Regione Lombardia nell’ambito dei tre livelli essenziali previsti a livello nazionale, con le relative indicazioni in merito all’impiego della “Quota servizi” del Fondo povertà. L’attenzione allo stanziamento di risorse a livello nazionale viene, inoltre, sintetizzato nel successivo contributo relativo alle indicazioni di Regione Lombardia sulle risorse derivanti dal Fondo Povertà nazionale per l’annualità 2018 dove ritroviamo gli ambiti eleggibili, i criteri di riparto e gli indirizzi per la progettazione sull’uso delle risorse assegnate.

Dati sull’attuazione REI e RdC

L’attenzione ai dati relativi all’attuazione delle misure di contrasto alla povertà, come precisato da Luca Fanelli di Action Aid, nasce dall’esigenza di raccogliere evidenze empiriche per costruire una base di indicazioni possibili e alimentare il lavoro di advocacy nei confronti del decisore nazionale e regionale. Questa sezione del vademecum illustra il lavoro di monitoraggio impostato a livello nazionale dall’Alleanza contro la povertà e, al contempo, propone un’analisi sui dati disponibili a partire dalle fonti ufficiali in merito a numeri e caratteristiche dei beneficiari raggiunti dal REI e al “passaggio di testimone” al RdC, formulando delle prime stime riguardo la capacità di intercettare effettivamente coloro in condizione di povertà assoluta.

Esperienze territoriali di attuazione delle misure di contrasto alla povertà

Scendendo sempre più “dal generale al particolare”, quest’ultima parte del vademecum dedica uno spazio alle esperienze dei territori, esplorando, in primis, le trasformazioni relative all’organizzazione della presa in carico delle famiglie beneficiarie.
La sperimentazione inizialmente del SIA e poi del REI ha contribuito a far emergere, nei territori dell’Ambito di Treviglio e della Val Brembana di cui abbiamo raccolto la testimonianza, una significativa “zona grigia” di persone e famiglie non precedentemente in carico ai servizi. A partire da questo dato di contesto, interrogandosi in merito alla percezione da parte dei cittadini dei servizi, i due territori si sono spinti verso l’adozione di una metodologia finalizzata alla creazione di un clima di fiducia, valorizzando la dimensione del “tempo” nella relazione, privilegiando la vicinanza ai luoghi di vita delle persone e delle famiglie in carico attraverso l’adozione di stili comunicativi esprimenti empatia e collaborazione.
L’ingente volume di beneficiari con cui la città di Milano è chiamata a interfacciarsi ha fatto sì che venissero adottati fin da subito dei rafforzamenti al modello di gestione dei servizi esistente. In questo secondo contributo riproponiamo gli accorgimenti attuati nel capoluogo lombardo in termini di consolidamento della struttura organizzativa, rafforzamento dei servizi e delle collaborazioni esistenti.
In chiusura proponiamo, infine, le esperienze di due Ambiti territoriali, Seregno e il Sud Est Milano, in entrambi i casi raccolte in fase di chiusura del REI e avvio del RdC. Ne ripercorriamo, così, le scelte adottate nel complesso lavoro di integrazione tra settore lavoro e sociale, evidenziandone similarità e peculiarità. Tra i punti di attenzione segnalati: la spinta verso una maggiore collaborazione con le risorse di Terzo Settore e volontariato presenti in ogni singolo Comune e l’enfasi sul “lavoro di comunità” ma anche la formalizzazione dei rapporti esistenti attraverso apposite convenzioni e l’elaborazione di linee guide e modalità operative comuni, affinabili con il tempo e l’esperienza maturata.