La sesta programmazione zonale

Nel 2017 si è concluso il quinto triennio dei piani di zona lombardi e a fine dello stesso anno sono state emanate le linee guida regionali per la nuova programmazione 2018-2020.
Il primo articolo illustra nel dettaglio i contenuti della dgr enucleando i punti più rilevanti e i messaggi nodali ai territori. In particolare ci si sofferma sui due obiettivi assegnati alla nuova programmazione, a cui sono anche connesse quote premiali del Fondo Nazionale Politiche Sociali: il primo riguardante le prospettive di azzonamento, con il passaggio auspicato da 98 a 61 ambiti territoriali; il secondo sui contenuti programmatori dei piani riferiti ad omogeneità nella regolazione dei servizi, qualità e innovazione.
Il secondo articolo approfondisce le indicazioni regionali, proponendo un’analisi dettagliata delle implicazioni che gli obiettivi assunti pongono per i territori e i diversi nodi aperti dalla dgr, tra cui le differenziazioni territoriali (gli azzonamenti sono stati intesi in modo molto diverso dalle varie ATS) e le conseguenze sull’equità territoriale; l’esiguità del premio e la sua reale capacità di farsi incentivo all’azzonamento; le criticità sul piano della governance (capofila unico e gestioni associate in primis).
Il terzo contributo infine, mostra la situazione della programmazione zonale a fine 2018, ovvero ad un anno dall’emanazione delle linee guida, evidenziando in particolare lo scarso perseguimento dell’obiettivo dell’azzonamento (solo 1 ambito risultava aver proceduto in tal senso, mentre altri 45 no) e tentando l’enucleazione dei motivi all’origine delle scelte effettuate dalla maggior parte degli ambiti.

La nuova Giunta e la regolazione del sistema

Nel 2018 è cambiata la legislatura e si è insediata la nuova Giunta a guida del Presidente Fontana. Dal punto di vista delle scelte sulle policy (come si vedrà dai vademecum tematici) e di regolazione del sistema dei servizi, l’orientamento regionale si pone, nei fatti, all’insegna della continuità.
Il primo articolo illustra le nuove regole di sistema 2018, l’atto principe con cui la nuova Giunta conferma le scelte condotte nella precedente legislatura.
Il secondo riprende gli indirizzi del nuovo esecutivo sul fronte sociale ovvero il riparto del Fondo nazionale 2018 che, sulla scorta delle indicazioni nazionali, persegue una maggiore integrazione tra i diversi fondi esistenti (Dopo di Noi, Non autosufficienza e Povertà) e assegna non meno del 50% delle risorse all’area Infanzia e adolescenza, rimasta esclusa da fondi dedicati. La Regione introduce poi la richiesta agli ambiti di un maggior dettaglio nella programmazione, tentando un raccordo coerente tra programmazione FNPS e spesa sociale.

Il consolidamento del welfare comunitario

Si è decisamente consolidata l’innovazione generata dal Bando Cariplo “Welfare in Azione”, arrivato alla sua quarta edizione, giungendo a coprire di fatto tutte le province lombarde. Il tema del welfare comunitario è entrato nelle agende dei piani di zona in questo nuovo triennio, guidando gli obiettivi programmatori di molti territori.
Lombardiasociale.it ha continuato a mantenere aperto un filone di approfondimento specifico su queste esperienze, sia proseguendo il racconto di progettualità territoriali e della sfida trasformativa compiuta a livello locale, ma anche proponendo analisi di rilievo trasversale.
Il primo articolo riporta le riflessioni condivise in occasione del convegno organizzato da Fondazione Cariplo “Welfare in Azione: diario di Viaggio” a 5 anni dall’avvio del programma, in cui sono precisate le tre direzioni lungo le quali si stanno muovendo importanti trasformazioni del welfare locale lombardo: sperimentare, apprendere, disseminare.
Il secondo approfondisce uno specifico tema di innovazione promosso dal Bando Cariplo, ovvero la trasformazione dei luoghi e la creazione di luoghi di welfare comunitario, riprendendo i punti salienti proposti nel 32° quaderno dell’Osservatorio della Fondazione.  Da dove prendono avvio luoghi che si connotano come comunitari, cosa li caratterizza, dove sono fisicamente collocati, come vi lavorano gli operatori e cosa viene prodotto? L’articolo sintetizza le principali lezioni apprese su questi aspetti.
Infine il terzo approfondimento tenta un’analisi di alcune esperienze della prima edizione del bando, ormai giunte a conclusione, per cogliere il “precipitato” di questi grandi progetti innovativi e di cosa rimane sui territori. Ci si focalizza in particolare sui principali cambiamenti generati e su come si riesce a dare sostenibilità nel tempo alle azioni sperimentate, mettendo in luce prime riflessioni intorno alle eredità lasciate ed alla possibilità di far perdurare nel tempo le esperienze avviate.