Come di consueto, nel corso dell’estate, il ciclo della programmazione economica nazionale e regionale prevede delle sessioni di aggiornamento degli stanziamenti previsti a inizio anno. Inoltre, rispetto alla situazione iniziale, a questo punto dell’anno si dispone di qualche informazione ricavabile dai vari provvedimenti esecutivi delle decisioni di finanza annuale.
Cercheremo di osservare cosa è cambiato per il mondo del welfare lombardo a seguito di queste manovre, con riferimento ai fondi sociali e a quelli sanitari.
La situazione prevista a inizio anno era stato oggetto di un apposito articolo. Stante il quadro informativo ad oggi disponibile, di seguito si cercheranno di illustrare le novità riguardanti i fondi nazionali e, a seguire, quelli regionali.

 

Qualche aggiornamento sui fondi nazionali

Partiamo dai fondi nazionali. Nel momento in cui si scrive non si è ancora perfezionato l’iter di approvazione dei riparti per regione dei principali fondi di settore (Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, Fondo Non Autosufficienza, Fondo Povertà). Su quest’ultimo fondo, in ogni caso, sono un po’ più chiare le possibili destinazioni a seguito dell’emanazione delle apposite linee guida per la quota servizi.

L’unico canale per cui il riparto 2019 è già noto è quello del Fondo Famiglia, le cui assegnazioni alle regioni sono già state ufficializzate. A inizio anno, l’importante stanziamento della Legge di Bilancio su questo fondo rispetto alle precedenti annualità aveva fatto presagire un incremento di finanziamenti per i territori. Tuttavia, le scelte operative hanno comportato una gestione prevalentemente centralizzata di questi finanziamenti (rispetto ai complessivi 94 milioni, 79 sono gestiti con bandi per iniziative di conciliazione/welfare aziendale indetti direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e 15 milioni sono assegnati alle regioni). A seguito di sollecitazioni dei rappresentanti degli Enti Locali, è stata riconosciuta la possibilità di partecipazione dei comuni al percorso di gestione di questa partita che, in ogni caso, non sarà assegnata ai territori. La Regione ha già proceduto al riparto e alla finalizzazione della quota assegnata alla Lombardia.

Negli scorsi giorni sono circolate le bozze del decreto in corso di approvazione del Fondo Nazionale Non Autosufficienza e del relativo piano nazionale. Dalle prime anticipazioni, la quota per la Lombardia dovrebbe attestarsi su 91,2 milioni, un significativo miglioramento rispetto ai 71 del 2018, con una prospettiva di stabilità per il prossimo triennio.

Per il resto dei fondi sociali nazionali, si riconfermano, pertanto le ipotesi avanzate nel quadro iniziale. Nonostante la mancata crescita del Fondo Famiglia, il contributo dello Stato al budget complessivo per i territori risulta in aumento rispetto al 2018 (da 168 a 219,4 milioni)

Tab. 1 – Principali fondi nazionali per le politiche sociali

valori nazionali quota Lombardia
2018 2019 2018 2019*
FNPS 276,0 400,9 38,3 56,3
FNNA 462,0 573,2 70,9 91,2***
F. Povertà (quota regioni) 297,0 347,0 37,2 43,0
F. Dopo di noi 51,1 56,1 8,6 9,4
F. assistenza alunni disabili 75,0 100,0 12,5 16,7
F. politiche per la famiglia 4,4 104,0 0,6 2,12**
1.165,5 1.581,2 168,1 219,4

*ipotesi costanza criteri riparto 2018
** riparto effettivo
***bozza ipotesi di riparto

 Importanti sorprese, invece, sul fronte del Fondo Sanitario Nazionale. Il riparto tra le regioni, quest’anno, è stato effettuato con grande celerità rispetto alle altre annualità, permettendo di mettere in circolo risorse, come quelle delle quote premiali, di cui di solito si aveva la certezza solo a fine anno, senza possibilità di essere utilizzate per la programmazione dell’anno corrente.
Per la Lombardia, ciò ha significato la possibilità di contare su una quota importante di Fondo Sanitario in più rispetto al 2018 (circa 240 milioni); come si avrà modo di precisare nel proseguo, una discreta quota di queste risorse aggiuntive è stata destinata proprio all’assistenza sociosanitaria.

 

Come cambiano i fondi regionali

Anche il livello regionale ha effettuato le proprie manovre estive di assestamento[1], con un risultato riepilogato nella successiva Tab. 2.

Per quel che riguarda i fondi sociali, l’aggiornamento degli stanziamenti non fa emergere sostanziali novità rispetto a quanto preannunciato a inizio anno.

Sono stati riconfermati i vari fondi generici (es. il Fondo Sociale Regionale, già ripartito tra gli ambiti nel corso dell’estate con DGR 1978/2019) e gli stanziamenti previsti per le linee specifiche aree (Sostegno, Bonus Bebè, Conciliazione, Strumenti tecnologimante avanzati, ecc); si confermano anche le risorse autonome regionali a corredo del Fondo Nazionale Non Autosufficienza (interventi sperimentali per la non autosufficienza pari a 6,6 milioni).

L’unica novità di rilievo riguarda i fondi del POR FSE per la partita relativa ai minori e agli asili nido: a seguito di un aggiornamento di questo programma comunitario, con l’assestamento sono stati rideterminate le quote di cofinanziamento di regione/Stato/UE[2]. Si ricorda che si tratta della fonte che sostiene una quota importante del finanziamento di Nidi Gratis:  per l’anno scolastico 2019-2020 la misura sarà finanziata per 11,5 milioni con risorse autonome regionali del 2019 e 25,5 milioni con fondi POR-FSE del 2020 (DGR 1668/2019). Le risorse autonome regionali per i servizi per la prima infanzia subiranno un importante aumento nel 2020, grazie ad un maggior stanziamento disposto della legge regionale di bilancio che porterà l’anno prossimo questa voce da 11,5 a 35 milioni: la destinazione di tali risorse, riconfermate in sede di assestamento, non è ancora nota.

Nel complesso, dunque, viene confermato il quadro delineato a inizio 2019 per le risorse per le politiche sociali:

  • le risorse autonome regionali sono in aumento rispetto al 2018 (da 94,8 a 109,6 milioni);
  • la crescita di risorse è destinata non tanto al generico fondo sociale regionale quanto a programmi specifici, secondo un orientamento già in atto da qualche anno.

Per i servizi sociosanitari, invece, le manovre estive hanno comportato novità più rilevanti. Come è già stato anticipato, si è potuto confidare su maggiori disponibilità del Fondo Sanitario Regionale, rispetto a quanto previsto dalla delibera delle regole a inizio anno. Una quota significativa dei fondi aggiuntivi è stata destinata all’assistenza sociosanitaria, tramite un apposito piano di rafforzamento della rete tradizionale di servizi adottato a fine luglio (DGR 1987/2019), con un impatto di 10,7 milioni per il 2019; una volta andato a regime il provvedimento adottato in corso d’anno, il piano di interventi integrativi comporterà un aumento di 17,3 milioni per il 2020.

Le aree di destinazione di questi fondi aggiuntivi sono descritte nella figura 1.

Rimandando ad un successivo approfondimento la discussione delle specifiche politiche di rafforzamento della rete, si sottolinea comunque che, nel complesso, il finanziamento dei servizi sociosanitari risulta in discreto aumento rispetto al 2018 (oltre 20 milioni in più tra 2018 e 2019, con effetti ancora maggiori nell’anno seguente).

 

Tab. 2 – Risorse regionali per il welfare sociale e sociosanitario

 assestato 2018

assestato 2019-2021*

2019 2020 2021
Politiche per la famiglia/prima infanzia            27.262.348                34.532.510                 53.266.191                41.400.002
 Lavoro di cura assistenti familiari            1.500.000                  1.500.000                   1.500.000                  1.500.000
 Interventi negli istituti penitenziari            1.000.000                      464.760                       866.190                  1.000.000
 interventi a favore delle famiglie per iniziative sperimentali          14.640.155                10.999.000                 11.100.000                11.100.000
 sostengo            1.800.000                  1.800.000                   1.800.000                  1.800.000
 conciliazione            1.000.000                  1.000.000                   1.000.001                  1.000.002
 strumenti tecnologicamente avanzati            2.000.000                  2.000.000                   2.000.000                  2.000.000
 implementazione fruizione servizi prima infanzia                11.500.000                 35.000.000                23.000.000
POR FSE – Interventi per infanzia, minori, asilo nido UE          17.740.641                17.562.500
Stato          12.418.448                12.293.750
regione (autonome)            5.322.193                  5.268.750
Politiche sociali/disabilità          67.600.000                71.450.000                 73.050.000                72.850.000
Programma 2 /disabilità interventi sperimentali per la non autosufficienza            4.600.000                  6.600.000                   6.600.000                 6.600.000
Programma 2 /disabilità disabili sensoriali            9.000.000                10.850.000                 12.450.000                12.250.000
Fondo sociale regionale          54.000.000                54.000.000                 54.000.000                54.000.000
Totale risorse autonome regionali per il sociale          94.862.348              105.982.510               126.316.191             114.250.002
FSR – Settore welfare**    1.722.435.000          1.753.532.000  nd  nd
FSR corrente per servizi sociosanitari tradizionali    1.670.080.000          1.698.728.000  nd  nd
FSR corrente misure fondo famiglia          52.355.000                48.804.000  nd  nd
FSR per integrazione FNNA                            –                  6.000.000  nd  nd
Totale fondi regionali per il sociosanitario    1.722.435.000          1.753.532.000  nd  nd
Sociale+sociosanitario    1.817.297.348          1.859.514.510  nd  nd

 

* Decreto segretario generale Giunta regionale 2/8/2019 – n. 11655
**ricostruzione a partire dalle DGR 7600/2017,  DGR 1046/2018 e DGR 1987/2019

 


[1] Legge 15/2019 e Decreto segretario generale Giunta regionale 2 agosto 2019- n. 11655
[2] Si confronti la seguente tabella con quella pubblicata nell’articolo di aprile