Le strategie della Fondazione per il prossimo triennio

L’importante programma di Fondazione Cariplo sul welfare comunitario, utilizzato come modello di riferimento e replicato da altre Fondazioni sul territorio nazionale, prosegue.

Lo scorso anno è stata avviata la IV^ edizione del Bando Welfare in azione, dove si sono aggiunti 10 nuovi progetti ai 27 precedente finanziati, arrivando così alla piena copertura del territorio di pertinenza della Fondazione. Tutte le province, infatti, esprimono reti progettuali che operano sull’innovazione e la trasformazione del welfare locale. Si tratta di 37 progettualità che sono derivate da 175 idee, selezionate all’interno del noto bando a tre fasi. Un programma su cui la Fondazione ha investito 36,5 milioni di euro, generando un valore complessivo pari a più del doppio (quasi gli 83 milioni) se si contano le risorse messe in circolo dalle progettualità, da parte di pubblico e privato. Un programma che ha mobilitato reti significative: i 37 partenariati coinvolgono oltre 350 organizzazioni (92 pubbliche e 256 del terzo settore) e, contando anche gli attori della rete, si arriva ad oltre 1.470 organizzazioni attivate. Numeri destinati per altro a crescere nel corso della realizzazione.

Di recente abbiamo raccontato gli esiti e le riflessioni condivise nel corso di un appuntamento che la Fondazione ha organizzato, a marzo scorso, a cui hanno partecipato molte persone da tutta la regione, per condividere le evoluzioni e le trasformazioni del welfare sviluppate in questi anni.

Nel frattempo però gli organi della Fondazione sono cambiati, è stata nominata una nuova presidenza e un nuovo CdA e si è contestualmente rinnovata anche la Commissione Centrale di Beneficienza che definisce le strategie di investimento della Fondazione stessa. C’era una certa attesa su quale sarebbe stato l’orientamento su questo fronte. Ebbene, la Fondazione ha di recente approvato il Documento Programmatico pluriennale 2020-2023 , in cui vengono delineati gli indirizzi per i prossimi anni da cui si evince un rinnovato impegno verso il sostegno all’ “innovazione del welfare territoriale per ridurre le distanze tra l’evoluzione dei bisogni e le risposte oggi attive, favorendo al contempo la convergenza degli attori pubblici e privati e il coinvolgimento attivo della comunità”. In riferimento all’area Servizi alla persona si precisa poi che “la Fondazione intende intervenire sostenendo e orientando gli attori del territorio verso un welfare comunitario/generativo, che sta emergendo sia sul piano della riflessione che della pratica, ma che, proprio a partire dal riconoscimento di un tessuto sociale pubblico/privato sempre più attivo e capillare, necessita di essere accompagnato e organizzato per favorire la ricomposizione delle risorse e la messa a sistema delle risposte, soprattutto nei territori e negli ambiti di intervento dove le distanze tra sistemi di risposta e bisogni sono più ampie”.

 

Come si procede su Welfare in azione? Al via due nuove call

In coerenza con questi indirizzi, la Fondazione si è già resa operativa con l’emissione di due call riservate alle reti progettuali di Welfare in azione, i 37 progetti dunque. In connessione con le parole d’ordine della giornata di 28 marzo scorso, “sperimentare, apprendere e disseminare”, la Fondazione ha deciso di proseguire il lavoro di consolidamento dei prototipi sviluppati dai progetti ormai conclusi, da una parte, e di supportare la trasferibilità, nell’ottica della disseminazione delle innovazioni generate da tutte le reti, dall’altra. Vediamole nel dettaglio.

WiA al 2.0!

La prima call è riservata ai progetti che hanno concluso il triennio di sperimentazione, o sono in dirittura d’arrivo, dunque i 18 progetti della prima e seconda edizione del bando. L’obiettivo è di “fornire un’ulteriore opportunità per quelle evoluzioni maturate in corso d’opera, al fine di completarne la portata trasformativa e la stabilizzazione all’interno del sistema dei servizi”.

Si riferisce alle medesime reti di partenariato e si focalizza su piste di lavoro rimaste sottotraccia o non completamente realizzate, soprattutto nella loro possibilità di vedere una stabilizzazione e uno spazio di prosecuzione nel sistema dei servizi esistente. Cariplo, dunque, con questa call valorizza la portata innovativa delle progettualità sostenute con Welfare in Azione e riconosce che, proprio per tale valenza, vi possano essere aspetti su cui rimane necessità di lavorare, per consolidare la loro prototipazione e meglio garantirne il consolidamento nei contesti di welfare locale, per consentirne cioè continuità e stabilizzazione. Di fatto, una spinta in più per favorire il radicamento di quanto sperimentato.

Si mettono a disposizione 2 milioni di euro per un massimo di 150 mila euro di finanziamento a progetto e con un cofinanziamento del 60% in capo alla rete proponente, in coerenza con l’obiettivo della call. I tempi sono diversificati: per le progettualità finanziate dal primo bando WiA i progetti devono essere presentati entro il 15 gennaio 2020, per quelli della seconda annualità entro 12 mesi dalla sua conclusione.

Pratiche di comunità: co-design e disseminazione

Questa seconda call è invece aperta a tutti e 37 i progetti delle quattro edizioni ed è orientata a identificare prototipi e favorirne la trasferibilità, sia nei contesti già mobilitati da WiA ma anche in altri nuovi territori, non ancora attraversati da progetti di trasformazione del welfare locale.

Si tratta di attivare le reti, soprattutto dei primi due anni, per identificare piste di lavoro solide su cui sono stati generati apprendimenti da trasferire (errori da non ripetere, attenzioni utili da avere…). Il modello previsto da Cariplo è una prima fase di co-design in cui le reti portatrici di esperienza si confrontano con altre reti interessate a ricevere e sperimentare percorsi analoghi, non dando per scontato però che la trasferibilità sia “chiavi in mano” ma pensando invece che vada calata, e ri-disegnata appunto, sulla base delle specifiche caratteristiche di ogni contesto. La fase due è di sostegno alla sperimentazione concreta del prototipo, nel nuovo/i contesti.

Qui si mettono a disposizione 500 mila euro, per un massimo di 100 mila euro di finanziamento per progetto, con un cofinanziamento del 30%. Sono previste due finestre temporali per la presentazione dei progetti, la prima entro il 28 fabbraio 2020, la seconda entro il 30 giugno 2020.

 

Un’operazione nel complesso davvero molto interessante. Anche grazie all’investimento che la Fondazione ha messo nell’accompagnare in itinere lo svolgimento delle sperimentazioni (comunità di pratiche, summer school, monitoraggio e valutazione, affiancamento nel fundraising), si è potuto riscontrare come di fatto tra le 37 progettualità ci siano molti elementi di convergenza. Sono tanti infatti i temi trasversali e gli aspetti che tornano: il lavoro sui luoghi del welfare, le trasformazioni delle professioni sociali, l’attivazione dei cittadini…c’è ancora spazio per lavorare tra territori, per favorire la circolazione degli apprendimenti e delle pratiche.

Il fatto di non pensare che con il bando WiA tutto sia compiuto, ma riconoscere l’importanza di sostenere i territori nell’operazione di consolidamento e sostenibilità delle innovazioni sperimentate e nella loro disseminazione, è un grande merito della Fondazione. Anche in questo caso Cariplo fa scuola.