Premessa

Nei mesi scorsi il Comitato LEA – ente al quale è affidato il compito di monitorare l’erogazione su tutto il territorio nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza, attualmente definiti dal DPCM del 12 gennaio 2017 – ha pubblicato il rapporto “Monitoraggio dei LEA attraverso la cd. Griglia LEA” riferito al 2017, che tramite un set di indicatori individua per ogni Regione le aree di forza e di criticità concernenti l’attività di prevenzione, distrettuale, ospedaliera ed emergenza.
Oggetto della nostra attenzione, come nei precedenti contributi pubblicati sul sito riferiti al 2013 e al 2015, sono gli indicatori n. 8, 9 e 10 che riguardano l’assistenza sociosanitaria domiciliare e residenziale per le persone anziane e disabili.
Ricordiamo che tale rapporto serve per valutare l’area “Mantenimento nell’erogazione dei LEA”, uno tra gli adempimenti oggetto di verifica da parte del Comitato LEA, che, in base all’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, consentono alle Regioni, se rispettati, di accedere ad una quota di finanziamento premiale del Fondo Sanitario. Le Regioni sottoposte a verifica sono quelle ordinarie e la Sicilia (sono escluse la Valle d’Aosta, le due Province Autonome di Bolzano e Trento, il Friuli Venezia Giulia e la Sardegna).

 

La posizione della Lombardia a livello nazionale


Dalla figura, di sintesi degli esiti raccolti nel rapporto di monitoraggio, si osserva, che la Lombardia a livello nazionale nel 2017 si posiziona tra le Regioni con un “buon” grado di adempienza raggiungendo un punteggio superiore a 200, assieme a gran parte delle Regioni del Nord e del Centro. Un risultato importante, raddoppiato rispetto al 2016, che vedeva inoltre, esclusa la Lombardia da tale gruppo di Regioni.
Adempienti ma al “minimo livello accettabile (con un punteggio compreso tra 200 e 160) si collocano 6 Regioni; mentre Campania, Valle D’Aosta, Sardegna, Calabria e la Provincia Autonoma di Bolzano si caratterizzano inadempienti con punteggi inferiori a 160, presentando diverse criticità ascrivibili in particolare all’area della prevenzione (screening e coperture vaccinali) e all’area distrettuale (assistenza residenziale per anziani e disabili).

 

I LEA sociosanitari in Lombardia e Nord Italia

Assistenza alle persone anziane

Il primo indicatore oggetto della nostra attenzione è il n. 8 che riguarda il livello dell’ADI, servizio di Assistenza Domiciliare Integrata, in particolare rivolto alle persone ultra65enni, presente nelle diverse realtà regionali.
La soglia di normalità fissata dalla verifica ministeriale è pari a 1,9%, e nel 2017 quasi tutte le Regioni sono adempienti, tranne Valle D’Aosta, Lazio e Calabria. In media sono assistiti in ADI il 2,6% degli anziani, da un minimo in Valle d’Aosta (0,1%) ad un massimo in Molise (5,4%).
La Lombardia, pur in condizioni di adempienza, si posiziona tra le Regioni con il livello più basso; si osserva inoltre che l’espansione del servizio avvenuta negli anni 2012-2014, a fronte anche della riforma regionale avviata in materia ancora in corso, non ha avuto seguito: i dati più recenti a disposizione rilevano che l’ADI nella nostra Regione non appare in evoluzione, come tuttavia anche nelle altre Regioni del Nord, ad accezione del Veneto e del Friuli Venezia Giulia.

Indicatore n. 8 – Percentuale di anziani ultra65enni trattati in ADI

 

I successivi indicatori n. 9.1 e 9.2 monitorano invece l’assistenza residenziale a favore delle persone anziane, per quanto attiene la quantità di posti letto equivalenti (sulla base delle giornate di assistenza erogate) e la quantità di posti letto disponibili nelle strutture (le RSA per la Lombardia)[1].
Per entrambi tali indicatori, rispettivamente con soglia di normalità fissata ad un punteggio pari a 9,8 e a 10, le maggiori criticità si rilevano nelle Regioni del Centro e del Sud, mentre tutte le Regioni del Nord, esclusa la Valle d’Aosta, risultano adempienti.
Rispetto l’indicatore n. 9.1 (quantità posti letto equivalenti), la Lombardia si posiziona in generale tra le Regioni a statuto ordinario con il più alto livello di assistenza erogata (27,8), preceduta solo dal Piemonte (27,9), confermando il trend degli anni precedenti, tenendo conto delle riflessioni contenute nel precedente contributo sul monitoraggio LEA 2015 riguardo l’omogeneità dei dati della serie storica e gli interventi programmatori attuati da Regione Lombardia.
Considerando invece l’indicatore n. 9.2 (quantità di posti letto disponibili nella rete di offerta) la nostra Regione con un punteggio di 26,78, preceduta da Piemonte (27,04) e Veneto (27,71), si colloca in terza posizione a confronto con le Regioni del Nord a statuto ordinario, dunque con un’ampia rete di offerta; tuttavia si conferma la continua e lenta diminuzione di offerta di posti letto rapportata al numero degli anziani riscontrata a partire dal 2010, quando il punteggio era pari a 29,2. La difficoltà di tenere il passo con l’aumento della popolazione anziana, è comune anche alle altre Regioni, come si può osservare dall’andamento dei punteggi di tale indicatore negli anni.

Indicatore n. 9.1 – Numero di posti equivalenti per assistenza agli anziani ultra65enni in strutture residenziali per 1.000 anziani residenti

Indicatore n. 9.2 – Numero di posti per assistenza agli anziani ultra65enni in strutture residenziali per 1.000 anziani residenti

 

Assistenza alle persone disabili

La Lombardia si conferma a livello nazionale tra le Regioni con il più alto grado di assistenza a favore delle persone disabili.
L’indicatore di riferimento della Griglia LEA è il n. 10 che monitora l’andamento dell’assistenza residenziale e semiresidenziale in termini di quantità di posti equivalenti (sulla base delle giornate di assistenza erogate) e di posti disponibili nella rete di offerta.
In generale i livelli di assistenza a favore delle persone con disabilità, rispetto a quelli a favore delle persone anziane, presentano una maggior differenziazione tra le aree geografiche. A confronto con le Regioni del Nord si osserva che la Lombardia:

  • Rispetto agli indicatori relativi alla rete di offerta residenziale mantiene un andamento stabile: si conferma in prima posizione con un punteggio nel 2017 di 0,81 per l’indicatore “posti equivalenti” dopo l’espansione dal 2010 al 2014; riguardo i posti letto disponibili nella rete di offerta, con un punteggio saldo negli ultimi anni di 0,89, nel 2017 perde la prima posizione superata dal Piemonte (0,94). Si specifica che in Lombardia le strutture residenziali per disabili si classificano in RSD con un’altra intensità assistenziale e in CSS, con un basso impegno sanitario e pertanto remunerata dal SSR con un voucher minimo. Si presume che il monitoraggio ministeriale tenga conto di entrambe tali unità di offerta, nonostante l’eterogeneità e la differenza di impegno del SSR nella remunerazione anche a confronto con quello delle altre Regioni.
  • Rispetto agli indicatori relativi alla rete di offerta semiresidenziale, presenta un andamento in crescita: i “posti equivalenti” passano da 0,41 nel 2015 a 0,42 nel 2016 e 2017 e la Lombardia occupa il terzo posto, preceduta da Emilia Romagna (0,50) e Veneto (0,70); per i posti semiresidenziali disponibili nella rete di offerta prosegue l’incremento riscontrato dal 2013 (0,78) che al 2017 si attesta a 0,82, confermando un buon livello di assistenza anche se a confronto, Veneto ed Emilia Romagna si mantengono in testa (rispettivamente 1,46 e 1.09) con una rete di offerta più estesa.

Indicatore n. 10.1.1 – Numero di posti equivalenti residenziali in strutture che erogano assistenza ai disabili ogni 1.000 residenti

Indicatore n. 10.1.2 – Numero di posti equivalenti semiresidenziali in strutture che erogano assistenza ai disabili ogni 1.000 residenti

Indicatore n. 10.2.1 – Numero di posti in strutture residenziali che erogano assistenza ai disabili ogni 1.000 residenti

Indicatore n. 10.2.2 – Numero di posti in strutture semiresidenziali che erogano assistenza ai disabili ogni 1.000 residenti

 

Conclusioni

Ricordiamo che questo monitoraggio ministeriale, si basa esclusivamente solo su confronti di tipo statistico tra le Regioni, senza informazioni riguardo altre dimensioni (ad es. equità, appropriatezza, efficacia dei servizi ed efficienza); tuttavia è un importante strumento di supporto e di ausilio per le istituzioni politiche e programmatorie a livello nazionale, regionale e locale per prendere decisioni di maggior efficacia e attuare interventi puntuali nei territori.

L’analisi riferita al 2017, limitatamente alla dotazione di offerta e alla sua estensione, conferma che la Lombardia, a confronto con le altre Regioni, in particolare quelle del Nord Italia, e a confronto con i punteggi degli anni precedenti, presenta un buon livello di assistenza sociosanitaria e un’ampia rete di offerta a favore delle persone anziane e disabili, tuttavia non privi comunque di nodi critici.
Un risultato senza infamia e senza lode. I dati a disposizione rilevano nella nostra Regione una situazione di stabilità senza particolari segni di evoluzione e di ampliamento, che non appare in linea con l’aumento della popolazione anziana/disabile portatrice di bisogni sempre più complessi e diversificati.

In particolare si porta all’attenzione due temi.

  • L’andamento dell’indicatore relativo agli anziani seguiti in ADI, conferma una situazione nota e approfondita anche in diversi contributi pubblicati sul sito: tale servizio di sostegno alla domiciliarità mantiene un ruolo sostanzialmente marginale, a fronte dell’aumento delle persone in condizioni di non autosufficienza. Anche se non è oggetto di analisi in questo contributo, si sottolinea inoltre che l’intensità assistenziale offerta nell’attuale sistema di erogazione dell’ADI risulta insufficiente a recepire il bisogno delle famiglie; la riforma che si è realizzata a partire dal 2012, al momento, non appare in grado di rispondere efficacemente alla crescente domanda di assistenza territoriale.
  • La rete di offerta residenziale lombarda a favore sia delle persone anziane che disabili, secondo gli indicatori monitorati a confronto con le altre Regioni, appare sicuramente ampia, ma tuttavia con necessità di importanti interventi di regolazione del sistema. Tra i nodi critici, si cita l’annosa questione ancora irrisolta del rispetto delle percentuali di riparto degli oneri indicate nei LEA tra quota sanitaria a carico del SSN e quota sociale a carico degli utenti/comuni. Riguardo le RSA si rimanda al recente contributo sul tema pubblicato sul sito.

 

 


[1] Il rapporto ministeriale “Griglia LEA” non considera l’indicatore dell’assistenza semiresidenziale a favore delle persone anziane. Si ritiene significativo, a titolo informativo, anche se non è oggetto di analisi in questa sede, riportare che da una ricostruzione dei dati riferiti al 2017 – a partire dalle informazioni disponibili nell’annuario statistico del SSN con opportune conversioni dei dati in posti equivalenti nell’ipotesi di apertura per 365 giorni, in analogia all’indicatore della Griglia LEA n. 10.1.2 per i servizi semiresidenziali per disabili – contenuta nell’articolo “Indicatori regionali sull’assistenza sociosanitaria” pubblicato sul sito Welforum.it, rispetto ad un dato nazionale di 0,6 posti equivalenti/1000 anziani, che vede pressoché inesistente questo servizio al Sud, al Nord la Lombardia si colloca tra le aree di eccellenza insieme a Trentino ed Emilia Romagna (tutte oltre 1,6).