Sono appena state pubblicate le nuove Linee Guida per la definizione dei Piani territoriali di conciliazione dei tempi lavorativi con le esigenze familiari 2020-2023.
Le Linee Guida danno continuità alle misure volte alla conciliazione tra vita e lavoro che Regione Lombardia ha cominciato ad attuare nel 2010, e che nel tempo hanno dato vita alle Reti territoriali per la conciliazione, che costituiscono ormai reti consolidate di soggetti che a livello territoriale operano su queste tematiche.

 

La governance

Come nei precedenti Piani, la governance delle misure di conciliazione è disegnata attraverso l’articolazione delle Reti territoriali di conciliazione già attive da tempo sul territorio lombardo, coordinate dalle 8 ATS. Le adesioni alle reti degli enti aderenti si presuppongono confermate rispetto alla precedente programmazione e le reti possono ampliarsi grazie all’adesione di nuovi soggetti, pubblici e privati. La Rete si dota di un Comitato di programmazione, monitoraggio e valutazione e ha il compito di definire il  Documento di Indirizzo territoriale e di monitorarne l’implementazione e valutarne gli esiti.

Le reti sono inoltre costituite dalle Alleanze per la conciliazione, partenariati pubblico-privati che costituiti al fine di presentare e sviluppare i progetti sulla base di quanto previsto dall’avviso pubblico emanato dall’ATS. Sono costituite attraverso appositi accordi di partenariato che esplicitano i ruoli, le modalità di partecipazione e gli apporti (in termini tecnici, economici e di contenuto) di tutti i componenti. I capofila delle alleanze possono essere soggetti pubblici o privati no profit e attraverso la selezione dei progetti presentati dalle Alleanze, si andranno a definire i Piani Territoriali.

 

Gli interventi

In confronto al precedente triennio (la cui programmazione è stata definita con DGR 5969 a dicembre 2016, poi prorogata con dgr 1017 del 17 dicembre 2018), le nuove Linee Guida introducono due novità:

  • Il nuovo Piano è triennale: le Linee Guida definiscono infatti un’articolazione degli interventi di durata triennale, contrariamente a quanto fatto fino ad oggi in cui i Piani erano definiti su base biennale, anche se poi puntualmente prorogati di un anno.
  • Il Piano introduce, grazie all’esperienza di questi anni e a un’attività di valutazione realizzata nello scorso anno, un paniere omogeneo di servizi finanziabili, che costituisce il riferimento a cui tutte le ATS devono rifarsi nell’articolare il proprio Documento di Indirizzo, così costituito:
    • Servizi di assistenza e supporto al caregiver familiare: caregiving a domicilio; accompagnamenti assistiti; servizi integrativi o alternativi ai servizi per l’infanzia come ludoteche, etc
    • Servizi per la gestione del pre e post scuola e dei periodi di chiusura scolastica: prolungamento degli orari, centri estivi e doposcuola.
    • Servizi salvatempo: es. maggiordomo aziendale, stireria, commissioni rivolti a dipendenti di micro o piccole imprese
    • Servizi di consulenza, rivolti soprattutto a micro, piccole e medie imprese, volti a supportare la contrattazione territoriale e aziendale di secondo livello e all’implementazione di piani di welfare, piani di flessibilità e misure flessibili di lavoro.
    • Servizi a sostegno dei lavoratori e collaboratori autonomi e dei liberi professionisti, come coworking e servizi di formazione per l’avvio di attività autonome e libero-professionali.

Il paniere prevede dunque una gamma di servizi che, di fatto, danno continuità, pur con un dettaglio maggiore, ai due grandi filoni che hanno guidato l’ultimo Piano di conciliazione: interventi a favore della conciliazione intesi come potenziamento dei servizi e interventi di conciliazione intesi come supporto del welfare aziendale. È infatti grazie all’esperienza di questi anni che si è potuti arrivare a dare un profilo ben definito alle misure finanziabili con le risorse disponibili.

Viene confermato, in continuità con il triennio precedente,  il vincolo per tutte le ATS alla realizzazione di “azioni di sistema”, intese come azioni orientate allo sviluppo del sistema dal punto di vista organizzativo, a supporto dell’attività dell’intera rete anche verso il suo consolidamento e ampliamento, da realizzare su tutto il territorio di riferimento dell’ATS. A tali azioni ogni ATS è tenuta a destinare dal 20% al 30% delle risorse complessive.

 

I destinatari e le risorse

Tutte le attività, eccetto quelle relative ai “Servizi di consulenza”, devono avere come destinatari finali nuclei familiari con almeno un componente lavoratore/lavoratrice alla data di richiesta di fruizione del servizio, che abbia compiti di cura relativi a familiari a carico (minori e/o altri familiari). Tutti i destinatari dei progetti devono essere residenti o domiciliati in Regione Lombardia.
Le alleanze, sulla base dell’analisi dei bisogni territoriali effettuata, dovranno definire e presentare già insieme alla proposta progettuale dei criteri di precedenza nella fruizione del beneficio destinate a determinate categorie di destinatari  (es. famiglie monogenitoriali, imprenditrici donne, etc)

Le risorse, rispetto a quanto avvenuto nel precedente triennio, sono al momento molto inferiori. Nel triennio precedente infatti le misure di conciliazione avevano potuto godere, grazie ad una combinazione di fondi regionali e di risorse del Fondo Sociale Europeo, di un totale di 9,5 milioni di euro, che  hanno consentito nel complesso il raggiungimento di oltre 17.000 destinatari.
Per questo triennio le risorse stanziate sono pari a 3 milioni, di cui 2.800.000 sono trasferiti alle ATS sulla base della popolazione residente, con ripartizione di 1 milione all’anno,  e 200.000 euro restano alla regione per realizzare azioni di sistema.

Da sottolineare però, come evidenziato dalle Linee Guida, che le misure di conciliazione oggi si integrano in particolare con la misura Nidi Gratis, volta ad azzerare la spesa per gli asili nido pubblici o convenzionati per le famiglie con un ISEE inferiore a 20.000 euro, di cui negli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019 hanno beneficiato oltre 30.000 nuclei, e con altre misure più ridotte, in particolare il bonus assistenti familiari e la sperimentazione a questo agganciata del Fattore Famiglia Lombardo.