Il 2020 si apre con importanti novità in tema di programmazione regionale per la non autosufficienza e di utilizzo del FNA. Il contributo presenta i principali aspetti di cambiamento introdotti dalla DGR n. 2720 del 23.12.2019 che in queste settimane è oggetto di discussione e confronto da parte delle istituzioni regionali; si è in attesa, infatti, di una delibera che raccoglie le richieste di modifica previste da due mozioni in materia approvate dal Consiglio Regionale.

 

Il Piano regionale per la non autosufficienza triennio 2019 – 2021

La prima novità riguarda la programmazione regionale in tema di non autosufficienza e di utilizzo del FNA, non più su base annuale come per gli anni precedenti, ma su base triennale. In linea con il Piano nazionale per la non autosufficienza 2019 – 2021, la DGR n. 2027 adotta il Piano regionale per lo stesso arco temporale.

In premessa il Piano sottolinea quanto il sistema complessivo dell’offerta di servizi ed interventi in Lombardia a favore delle persone con disabilità e anziane non autosufficienti e delle loro famiglie sia articolato e fortemente orientato a supportare l’azione quotidiana di assistenza al domicilio. E che gli indirizzi regionali degli ultimi anni si sono mossi lungo due direttrici principali: la presa in carico globale della persona e la differenziazione delle risposte in relazione ai bisogni.

In linea con il Piano nazionale, richiama come strumenti fondamentali per promuovere percorsi integrati di presa in carico: i Punti Unici di Accesso, la valutazione multidimensionale effettuata da equipe pluriprofessionali integrate ASST e operatori sociali dei Comuni, la predisposizione del progetto individuale che declina per le diverse dimensioni di vita obiettivi/interventi/tempi/risorse tenendo conto dei diversi cicli di vita, il Budget di Progetto che ricompone le risorse di diversa derivazione complessivamente necessarie. E come aree proprietarie di intervento: l’incremento dell’assistenza domiciliare; la previsione di trasferimenti monetari necessari all’acquisto di servizi di cura e assistenza domiciliari o alla fornitura diretta degli stessi da parte di familiari e vicinato sulla base del piano personalizzato; la previsione di interventi complementari all’assistenza domiciliare, a partire dai ricoveri di sollievo in strutture sociosanitarie, assumendo l’onere della quota sociale e di altre azioni di supporto individuate nel piano personalizzato.

In generale i destinatari del Piano sono:

  • Persone con disabilità gravissima definite dall’art. 3 del DM 26.09.2016: le persone beneficiarie dell’indennità di accompagnamento, di cui alla L 18/1980 o comunque definite non autosufficienti ai sensi dell’allegato 3 del DPCM n. 159 del 2013”;
  • Persone con disabilità grave accertata ai sensi dell’art. 3, c. 3 della L 104/92 o beneficiarie dell’indennità di accompagnamento;
  • Persone con disabilità che possono beneficiare dei progetti per la Vita Indipendente.

Il Piano conferma per la triennalità 2019 – 2021 la Misura B1 a favore della gravissima disabilità e la misura B2 a favore della grave disabilità introducendo alcune importanti novità a partire dal 2020 che sono riportate nei paragrafi successivi di questo contributo e predispone alcune indicazioni per le ATS e gli ambiti territoriali riguardo i progetti di Vita Indipendente del programma PRO.VI.  

 

Il Programma operativo regionale annualità 2019 – esercizio 2020

Le risorse

Il DPCM del 21.11.2019 di ripartizione alle Regioni del FNA 2019 a valere sul 2020 – che ammonta a livello nazionale a complessivi € 573.200.000 (22% in più rispetto all’anno precedente) – assegna a Regione Lombardia la quota di € 91.196.120 vincolando € 2.000.000 ai progetti di Vita Indipendente (PRO.VI 2019). Regione Lombardia, con la DGR n. 2720 alloca le risorse non vincolate come segue:

  • € 437.284 per la misura B1 ripartiti alle ATS in base al numero di persone in carico al 31.12.2019
  • € 758.836 per la misura B2 ripartiti agli ambiti territoriali: 60% in relazione alla popolazione residente nell’ambito e 40% in relazione alla popolazione residente nell’ambito con età pari o superiore ai 75 anni

Per la misura B1, inoltre, il provvedimento dispone ulteriori € 10.000.000 di risorse regionali per i buoni sociali e € 6.000.000 provenienti dal FSR per i voucher.

In linea con gli anni precedenti anche quest’anno si osserva un maggior investimento da parte della Regione sulla disabilità gravissima, cui destina il 70% delle risorse FNA non vincolate (nel 2019 il 65%). In generale, inoltre, si rileva un incremento di risorse, rispetto agli anni precedenti, significativo in particolare per la misura B1 che rispetto al 2019 parte con + € 13.563.918.

Tabella – Risorse per la non autosufficienza a confronto – misure B1 e B2 anni 2019 e 2020

2019 2020
Gravissima disabilità

Misura B1

DGR 1253/19

€ 46.130.916 (FNA 2018) +
€ 6.600.000 (risorse  regione) +
€ 6.000.000 (FSR)

Cui sono state aggiunte in corso d’anno:
€ 2.142.450 (ulteriori risorse FNA 2018 – DGR 1735/19) +
€ 4.000.000 (risorse regione – DGR 2431/19)

DGR 2720/19
€ 62.437.284 (FNA 2019) +
€ 10.000.000 (risorse Regione) +
€ 6.000.000 (risorse FSR)
Tot: € 64.873.366  € 78.437.284
Grave disabilità e non autosufficienza
Misura B2
DGR 1253/19
€ 24.839.724
DGR 2720/19
€ 26.758.836
Tot: € 24.839.724 € 26.758.836

 

 Misure B1 e B2

 Destinatari e interventi

Misura B1
I beneficiari della Misura sono confermati: persone di qualsiasi età assistite al domicilio, in condizione di gravissima disabilità (beneficiarie dell’indennità di accompagnamento o definite non autosufficienti ai sensi dell’allegato 3 del DPCM n. 159/2013), per le quali sia verificata una delle 9 condizioni indicate nel piano, e residenti in Lombardia da almeno 2 anni (quest’anno con alcune specifiche).

Importanti novità riguardano invece i criteri di accesso e l’articolazione degli strumenti della Misura, introdotte dal legislatore regionale sulla base delle indicazioni contenute nel Piano nazionale per la Non Autosufficienza 2019 – 2021.
Nello specifico il Piano regionale stabilisce ai fini dell’accesso:

  • un valore ISEE socio-sanitario fino ad € 50.000, accresciuto fino a € 000 in caso di beneficiari minorenni;
  • che gli adulti e anziani devono presentare anche l’ISEE ordinario quale criterio ordinatorio dell’elenco predisposto dalle ATS in caso di risorse non sufficienti.

Da quest’anno, dunque, l’ISEE diviene un vero e proprio criterio di accesso e di ammissibilità alla misura, a differenza degli anni precedenti in cui aveva solo una valenza ordinatoria della domande, tra l’altro mai impiegata in concreto.

Riguardo l’articolazione degli strumenti il Piano regionale tiene conto dell’indicazione contenuta nel Piano Nazionale per la Non Autosufficienza 2019 – 2021 di prevedere un trasferimento di almeno € 400,00  mensili per l’assistenza indiretta alla persona.
Il buono sociale mensile resta articolato sulla base:

  • del riconoscimento dell’assistenza fornita dal caregiver e della presenza di personale di assistenza regolarmente assunto,
  • della frequenza di servizi per l’infanzia, scuola, servizi diurni in ambito sanitario, sociosanitario o sociale.

Cambiano notevolmente gli importi, come dettagliato nel seguente prospetto:

Misura B1 – strumenti
2019 2020
Buono sociale mensile di € 1.100

se la persona è a casa e non frequenta servizi infanzia, scuola o servizi diurni. Articolazione:

  • € 900 per caregiver
  • €200 per personale di assistenza assunto

 

Buono sociale mensile di € 1.100

se la persona è a casa e non frequenta servizi diurni o è minore che frequenta un servizio per l’infanzia, scuola o un servizio diurno ≤ 14 h/set. Articolazione:

  • € 400,00 per sostenere il caregiver familiare,
  • da € 200 a € 700 per personale di assistenza assunto

Ulteriore buono sociale mensile di € 800 per progetto di Vita Indipendente con personale di assistenza assunto per persone con disabilità fisico-motoria gravissima, con capacità di esprimere la propria volontà, tra 18 – 64 anni, che vivono sole al domicilio con ISEE sociosanitario ≤ € 20.000

Buono sociale mensile di € 600 per il caregiver famigliare

Se la persona frequenta servizi infanzia, scuola o servizi diurni per max 14 h/set

 

Buono sociale mensile di € 600

se la persona

  • frequenta servizi infanzia/scuola per ≤ 25 h/set
  • è un adulto/anziano inserito presso un servizio diurno per ≤ di 14 h/set
  • frequenta servizi infanzia/scuola per ≤ 25 h/set e un servizio diurno < 14 h/set e comunque non superiore a complessive 35h

Articolazione:

  • € 400,00 per il caregiver familiare
  • € 200,00 per personale di assistenza e/o socio educativo assunto per almeno 10 h/set
Buono sociale mensile di € 1.900

Sperimentazione  per persone dipendenti da tecnologia assistiva come indicato nel Piano. Articolazione:

  • € 500 per il caregiver familiare
  •  € 1.400 voucher sociosanitario per 20 h/set con personale di assistenza
Buono sociale mensile di € 2.050

Per persone dipendenti da tecnologia assistiva come indicato nel Piano. Articolazione:

  • € 400 per il caregiver familiare
  • € 1.650 voucher sociosanitario per 20 h/set di assistenza OSS, infermiere o educatore

 

Si confermano i voucher già esistenti dedicati a minori ed adulti che possono essere erogati in base alla valutazione multidimensionale e che prevedono:

  • € 360 per gli adulti, per il miglioramento del benessere, ad es. tramite l’integrazione di servizi come ADI/SAD o per il supporto alla famiglia tramite interventi di sollievo
  • €500 per i minori per percorsi di promozione dell’inclusione sociale, interventi di sollievo per la famiglia e per sostenere interventi di supporto socio-educativo.

Per l’anno 2020 non sono più oggetto di priorità i particolari contesti famigliari.

   Sperimentazione

al fine di evitare il trasporto in ambulanza in ospedale per la verifica e cambio degli ausili specifici: voucher per l’erogazione al domicilio di prestazioni specialistiche alle persone ventiloassistite o con tracheostomia o che sono nutrite tramite sondino naso-gastrico, gastrostomia o con la nutrizione parenterale.
L’entità del voucher va definita nel progetto individuale dalle ATS con le ASST che aderiranno a tale sperimentazione e deve essere concordata con la DG Politiche sociali, abitative e disabilità.

 

Misura B2
Anche per la Misura B2, i destinatari vanno in continuità: persone di qualsiasi età assistite al domicilio, che evidenziano gravi limitazioni della capacità funzionale che compromettono significativamente il grado di autosufficienza e autonomia personale nelle attività della vita quotidiana, di relazione e sociale; in condizione di gravità così come accertata ai sensi dell’art. 3, c 3 della L 104/92 o beneficiarie dell’indennità di accompagnamento.

Come per la Misura B1, da quest’anno il legislatore regionale anche per la Misura B2 introduce dei limiti di ISEE quale criterio di accesso: ISEE sociosanitario fino a un massimo di € 25.000 e ISEE ordinario in caso di minori fino a un massimo di € 40.000.

Riguardo gli strumenti, la principale novità concerne l’articolazione del buono sociale per il caregiver famigliare e del buono sociale a sostegno del personale di assistenza regolarmente assunto, come meglio dettaglia il prospetto sottostante. Il Piano regionale come in precedenza, lascia facoltà agli Ambiti territoriali di rideterminare l’importo in base al monte ore di assistenza pagata e in caso di frequenza di servizi diurni. Si confermano in continuità, invece, i voucher sociali per sostenere la vita di relazione di minori con disabilità e il buono sociale mensile fino ad un massimo di € 800 mensili per sostenere progetti di Vita Indipendente.

Misura B2 – strumenti
2019 2020
Buono sociale mensile fino a € 800 per caregiver familiare Buono sociale mensile per caregiver fino a € 400 che può essere integrato di ulteriori € 400 per personale di assistenza assunto
Buono sociale mensile tra € 400 e € 800 in caso di personale di assistenza assunto
In continuità i voucher sociali per sostenere la vita di relazione di minori con disabilità con appositi progetti di natura educativa/socializzante.
In continuità il buono sociale mensile fino ad un massimo di € 800 per sostenere progetti di vita indipendente; Limite ISEE sociosanitario ≤ a € 20.000

 

Processo di presa in carico

 Come gli anni precedenti il Piano richiama quali aspetti cardine della presa in carico globale della persona con disabilità e della propria famiglia: la valutazione multidimensionale in maniera integrata tra ASST e Comuni/Ambiti sulla base di appositi protocolli operativi e la stesura di un progetto individuale condiviso e sottoscritto da un rappresentante della ASST, da un rappresentante del Comune/Ambito, dalla persona/famiglia – o da chi eventualmente ne garantisce la protezione giuridica – e dal responsabile del progetto (case manager). Per la Misura B2 non è necessaria la sottoscrizione da parte della ASST ma solo la trasmissione.
Il legislatore regionale accenna la costituzione di un Fondo Unico per la Disabilità quale strategia d’intervento che metta al centro delle azioni la persona con un forte coordinamento delle azioni, ma ad oggi non è presente ancora nulla di concreto.

Riguardo la Misura B1, a differenza degli anni precedenti, al fine di facilitare il percorso di presa in carico, il Piano consente il rilascio della certificazione relativa alla condizione di disabilità della persona anche da parte dello Specialista medico delle strutture di Cure Intermedie e di uno Specialista medico in regime di libera professione intramoenia in caso di presenza di liste d’attesa in regime del SSR superiori ai 30 giorni. Si introducono inoltre delle indicazioni per quanto concerne la certificazione della gravissima disabilità comportamentale dello spettro autistico e del ritardo mentale grave o profondo.

Anche per l’anno in corso, il Piano, sia per la Misura B1 che per la Misura B2, dettaglia i servizi e le prestazioni di compatibilità/incompatibilità. Per la Misura B1, inoltre, nel caso di fruizione di servizi incompatibili, viene introdotto il vincolo di attesa di almeno 3 mesi dalla data di effettiva dimissione prima di poter presentare domanda per la Misura B1.

In tema di continuità e priorità, per la Misura B1 in attesa dell’approvazione definitiva del Piano triennale e del programma operativo, con riferimento alle persone già in carico con la precedente annualità FNA al 31.12.2019, il legislatore regionale stabilisce di dare continuità ai buoni sociali almeno per il mese di gennaio 2020, dando mandato alle ATS di riconoscere un buono sociale pari al 60% dell’importo riconosciuto per il mese di dicembre 2019, previa verifica del possesso dei requisiti di accesso relativamente all’ISEE sopra definiti e rinvia l’erogazione del buono mensile secondo i nuovi criteri a partire dal mese di febbraio 2020.
Per quanto riguarda la misura B2, invece, quest’anno il Piano prevede di garantire la continuità solo alle persone con Progetti di Vita Indipendente nel contesto della progettualità biennale già in atto e finanziati con la precedente annualità. Viene lasciata facoltà agli Ambiti territoriali di stabilire eventualmente priorità per le persone che non beneficiano di nessun intervento assistenziale erogato da Enti pubblici, privati o da Enti previdenziali.

Le domande per la Misura B1 vengono raccolte “a sportello” presso le ASST fino al 30.09.2020; mentre per la Misura B2 il Piano richiede da quest’anno la predisposizione di avvisi pubblici da parte degli Ambiti.

Il monitoraggio delle misure è in capo alle ATS, cui spetta anche un ruolo di verifica per la misura B2 anche sulle modalità attuative degli ambiti in ordine al rispetto delle indicazioni regionali. Inoltre sia le ATS che gli Ambiti devono effettuare una verifica a campione pari ad almeno il 5% delle persone prese in carico sulla correttezza delle dichiarazioni effettuate e sui requisiti relativi all’ammissibilità delle misure.

 

Progetti di Vita Indipendente – PRO.VI 2019

La DGR n. 2027 infine, a differenza dei precedenti programmi regionali per la non autosufficienza, delibera anche riguardo i progetti di Vita Indipendente che rientrano nel programma PRO.VI giunto alla IV annualità, in considerazione del fatto che il Piano nazionale Non Autosufficienza triennio 2019-2021 e le Linee ministeriali di indirizzo per i progetti di vita indipendente approvati con DPCM del 21.11.2019 hanno previsto di far rientrare a tutti gli effetti le risorse del PRO.VI. nelle risorse FNA assegnate alle Regioni e devono essere contemplate nell’ambito della complessiva programmazione regionale.

Nello specifico, Regione Lombardia, deve garantire nell’ambito della programmazione regionale per l’annualità 2019, a valere sul 2020, una diffusione dei progetti su almeno 25 ambiti (pari a quello dell’annualità PRO.VI 2018). Per raggiungere tale obiettivo stabilisce alle ATS di aprire una manifestazione di interesse per individuare gli Ambiti interessati. Le risorse saranno ripartite sulla base della spesa storica sostenuta dagli Ambiti coinvolti nelle precedenti annualità del programma.

Gli Ambiti sono responsabili di garantire la sostenibilità dei progetti nel tempo.
Gli interventi finanziabili all’interno di ciascun progetto sono: assistente personale; abitare in autonomia (housing/co-housing); inclusione sociale e relazionale; trasporto sociale; domotica; azioni di sistema (supporto alle Ag. per la Vita Indipendente, formazione rivolta alla persona con disabilità e alla sua famiglia, formazione rivolta all’assistente personale).

I destinatari sono gli stessi dei Buoni sociali per la Vita Indipendente previsti dalle Misure B1 e B2: persone con disabilità fisico-motoria gravi, con capacità di esprimere la propria volontà di età compresa tra i 18 e i 64 anni, in possesso di con un ISEE sociosanitario sotto i € 20.000, che intendono realizzare il proprio progetto senza il supporto del caregiver familiare, ma con l’ausilio di un assistente personale, autonomamente scelto e regolarmente assunto.