Il recente rapporto dell’Osservatorio sociale sulla contrattazione territoriale (OCOS), a cura della Fnp Cisl Lombardia, sui dati 2018, pubblicato nel mese di ottobre 2019, prosegue il lavoro di analisi e monitoraggio dell’attività di negoziazione sociale nella nostra Regione, confermando una presenza sindacale viva nei nostri territori, attenta alle persone più deboli e fragili e intenta a stare al passo con i mutamenti sociali ed economici della nostra società in continua evoluzione che generano nuovi bisogni e vulnerabilità.

 

La Lombardia nel contesto nazionale

Anche i dati riferiti al 2018 confermano che gran parte degli accordi provengono dalla Lombardia: a livello nazionale si contano 1.036 documenti di cui quasi la metà (502) nella nostra Regione. Segue vicino l’azione negoziale di Spi-Cgil che nel 2018 ha prodotto 491 intese.
Il confronto tra le regioni nel periodo 2015-2018 rileva come la negoziazione sociale si sia sviluppata “a macchia di leopardo”: per alcuni territori è incrementata (Emilia-Romagna, Marche, Veneto), per altri è calata (Campania, Puglia), mentre per la maggior parte, tra cui anche la Lombardia, ha mantenuto una sostanziale stabilità.

Figura 1 – Accordi in Italia per Regione 2015 – 2018

Fonte: elaborazione Dipartimento Welfare Fnp-Cisl Lombardia su dati OCOS – Osservatorio sulla contrattazione sociale (2019)

 

Le tipologie di negoziazione

L’azione negoziale lombarda si sviluppa lungo tre livelli: regionale, sovra comunale e comunale.

Gli accordi regionali
Il confronto che avviene a livello regionale costituisce un anello di congiunzione tra la negoziazione che avviene a livello locale e quella nazionale lungo queste direzioni: programmazione e pianificazione degli interventi, riordino e efficienza dei servizi, ridistribuzione delle risorse. Sul totale delle intese, questa tipologia di negoziazione resta residuale. Un aspetto positivo però è che nel 2018 si è ampliata la platea dei soggetti. Accanto ad Anci e Regione Lombardia sono stati intercettati anche l’Alleanza contro la povertà in Lombardia, Felceaf e i soggetti aderenti alla Fase III della Dote Unica Lavoro. L’azione negoziale ha portato alla sottoscrizione di 3 accordi (da parte di Cgil, Cisl, Uil) e 1 verbale di incontro (con la presenza anche da Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil).

Gli accordi sovracomunali
Questa tipologia di negoziazione si suddivide in intercomunale, provinciale e interprovinciale e comprende un ampio universo di attori.
Negli ultimi anni, come rilevano anche i dati di Spi-Cgil, è diminuita molto. Nel 2015 si contavano, infatti, oltre 100 accordi (il 22% sul totale della negoziazione), mentre negli ultimi tre anni il numero si è dimezzato, con un trend in continuo calo, fino a rappresentare nel 2018 il 10% delle intese. Ad incidere è sicuramente la sottoscrizione degli Accordi di Programma dei Piani di zona e/o degli specifici protocolli sindacali, che da 30 nel triennio 2015 – 2017, sono passati a 12 nel triennio successivo.
Nel 2018 nel settore sanitario e sociosanitario sono stati firmati: 11 protocolli con le Ats, 7 accordi con le Asst, 19 verbali con le Rsa. Con gli enti locali e le rappresentanze dei sindaci: 12 Ambiti territoriali/Piani di zona, 1 Consiglio di rappresentanza dei sindaci, 1 Distretto, 12 Unioni di Comuni, 1 Comunità montana e 2 raggruppamenti non giuridici tra Comuni. Mentre con le associazioni di rappresentanza sono stati segnalati: 1 con l’associazione territoriale dei Comuni, 2 con le sezioni provinciali di Confindustria e 1 con il settore dell’edilizia e abitazione.
Territorialmente la bassa Lombardia presenta un’intensa azione, probabilmente dovuta anche all’alto numero di Comuni e alla bassa popolosità degli stessi (l’Asse del Po e Pavia-Lodi). Seguono poi i territori di Bergamo e Monza-Brianza-Lecco. Poco spazio al confronto sovra comunale si registra nella province di Milano, Sondrio e Brescia, pressoché nulla nel territorio dei Laghi, dove però si registra un ottimo confronto con le Rsa della provincia di Varese.

Gli accordi comunali
La negoziazione sociale con i singoli Comuni, in Lombardia come nel resto d’Italia, rappresenta ancora la maggior parte dell’azione di confronto sindacale. All’interno di questa categoria sono compresi anche i protocolli sottoscritti con le singole Rsa e i Municipi del Comune di Milano.
In maniera dominante anche nel 2018, prevalgono le intese con i Comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti (315 Comuni, pari al 76% del totale dei Comuni coperti da negoziazione) e in modo particolare i piccoli Comuni (209), dato in crescita rispetto al 2017. Resta stabile il dato (90) tra il 2017 e il 2018 dei Comuni di medie dimensioni (10.001 – 50.000 abitanti); mentre i grandi centri (over 50.000) sono diminuiti da 14 a 8. Situazione differente rispetto all’azione di Spi-Cgil che nel 2018 rileva una crescita positiva degli accordi con i Comuni di medie e grandi dimensioni.
La popolazione totale lombarda beneficiaria dell’azione negoziale è cresciuta notevolmente nell’ultimo triennio: nel 2016 raggiungeva quasi 2 milioni e 800 mila abitanti, mentre nel 2018 ha sorpassato i 5 milioni (il 50% della popolazione). Ha certamente influito il territorio di Milano, dove la negoziazione si sta consolidando, anche con esperienze uniche nel panorama lombardo (ad es. è stato sottoscritto con il Comune di Milano un protocollo di intesa per la qualità e la tutela del lavoro negli appalti e uno con Assolombarda che ha istituito una raccolta fondi tra lavoratori ed aziende, a favore delle reti antiviolenza e di contrasto al maltrattamento di genere). Il territorio di Brescia-Valle Camonica ha incrementato il numero dei verbali con i Comuni e della popolazione beneficiaria (che si attesta all’82%). Seguono poi l’Asse del Po e Monza-Brianza-Lecco. Anche nel territorio di Pavia-Lodi nel 2018 sono aumentati sia il numero degli accordi sia la popolazione beneficiaria.

Tab – Accordi per ambito 2015 – 2018

Fonte: elaborazione Dipartimento Welfare Fnp-Cisl Lombardia su dati OCOS – Osservatorio sulla contrattazione sociale (2019)

 

Le caratteristiche degli accordi

Anche nel 2018 il periodo di validità si conferma di 12 mesi, per più dell’80% degli accordi; trend comparabile con le altre regioni italiane. Gli accordi biennali si aggirano attorno all’8-10%.
Rispetto ai beneficiari, nella quasi totalità delle intese ritroviamo la cittadinanza (452) in netta crescita negli ultimi quattro anni, in linea con le altre regioni. Seguono poi gli anziani non autosufficienti (324) e le famiglie (319) anch’esse in costante aumento. Significativi anche i dati riferiti agli anziani generici (278) e alle persone con disabilità (244) e la continua crescita di giovani, stranieri e chi risulta affetto da  dipendenze.
I soggetti firmatari degli accordi sono variegati. La maggior parte di essi appartengono alla pubblica amministrazione, mentre una piccola minoranza a enti del Terzo settore e associazioni di rappresentanza. All’interno dei sindacati, si osserva che la Fnp è una categoria molto attiva:  il 97% degli accordi è stato firmato dai pensionati.
Riguardo le tematiche trattate, anche nel 2018, le politiche socio familiari sono quelle negoziate con maggiore frequenza, sia Lombardia che nel resto d’Italia, in particolare su assistenza domiciliare, contrasto alla povertà, offerta dei servizi, servizi socio educativi e per la prima infanzia, assistenza residenziale e semi residenziale e politiche afferenti alla casa e all’abitare. Seguono le tematiche fiscali, tariffarie e dei prezzi. Situazione analoga anche per Spi-Cgil.
Più sotto le politiche sociosanitarie che però, ad eccezione dell’assistenza territoriale ambulatoriale e domiciliare, che ha visto un notevole incremento rispetto al 2017, risultano  in diminuzione. Oltre ancora, quelle relative al mercato del lavoro, in particolare riguardo il tema della conciliazione dei tempi di vita-lavoro. Sono diminuite, invece, le intese legate alla salute e sicurezza sui posti di lavoro.  Infine, nella negoziazione 2018 si è assistito ad un raddoppio degli accordi riguardo le politiche ambientali; mentre si sono dimezzati quelli afferenti le tematiche dei trasporti.

 

Avanti tutta … non senza puntare a migliorarsi

Il report conferma come da anni la Fnp Cisl Lombardia abbia sviluppato un’ampia attività di negoziazione sociale e di prossimità, che nel corso degli ultimi tre decenni è andata crescendo sotto il profilo sia quantitativo (erano 32 gli accordi nel 1994) che qualitativo riguardo le tematiche  trattate, il sistema di relazioni sindacali e il processo concertativo, con ampi margini di miglioramento.
Dall’analisi dei dati e dei testi emerge che non tutti i documenti inseriti e classificati in Ocos sono dei veri e propri accordi e/o intese. Anzi, la maggior parte sono verbali di incontri e/o di riunioni, che come tali sono meno vincolanti per le amministrazioni pubbliche, ma comunque importanti ai fini di mantenere o instaurare una relazione con la parte politica e decisionale.
In linea con gli scorsi anni e con i dati a livello nazionale, anche nel 2018, la maggior parte delle intese lombarde (89%)  è stata firmata con le amministrazioni comunali, le singole Rsa e i Municipi del Comune di Milano. Seguono poi accordi sovracomunali pari a circa il 10% (cui il report riconosce ampi margini di miglioramento), ed infine le intese regionali.
In maniera dominante anche nel 2018, prevalgono le intese con i Comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti. In generale la popolazione lombarda beneficiaria dell’azione negoziale è cresciuta notevolmente nell’ultimo triennio sorpassando nel 2018 i 5 milioni di cittadini (50% della popolazione). Ha certamente influito il territorio di Milano, dove la negoziazione si sta consolidando, anche con esperienze uniche nel panorama lombardo.
I dati evidenziano da una parte la presenza in Lombardia di difformità territoriali (la cosiddetta “macchia di leopardo”) e dall’altra come la marcata differenza tra popolazione residente e popolazione coinvolta dagli accordi varia in funzione della partecipazione alla negoziazione sociale dei Comuni più grandi, normalmente il capoluogo di provincia. Il monitoraggio segnala come dato positivo il fatto che nel 2018 in nove sui dodici capoluoghi provinciali è stata firmata almeno un’intesa. Come già riferito nei precedenti report, la dimensione demografica del singolo Comune è certamente tra gli elementi che influenza il metodo della negoziazione sociale;
Riguardo le tematiche trattate, anche nel 2018 le misure di politiche socio familiari sono state negoziate con maggiore frequenza, seguite da quelle fiscali, uno tra i temi più cari a Fnp Cisl Lombardia in quanto importante strumento di redistribuzione e di sviluppo, utile per diminuire le diseguaglianze ed indirizzare le politiche di sviluppo economico. Seguono poi le politiche sociosanitarie e infine quelle relative al mercato del lavoro.