L’Ambito Territoriale di Seregno è costituito da comuni molto differenti tra loro per composizione demografica. In totale l’Ambito conta 168.266 abitanti; vi sono Comuni con più di 45.000 abitanti e Comuni di circa 5.000 abitanti.
I principali bisogni presenti sul territorio rilevati durante l’anno 2018 attraverso il servizio REI riguardano in particolare gli adulti in difficoltà e la povertà famigliare riconducibile a fattori come il numero di figli (soprattutto i nuclei con più di tre figli) e la presenza di un solo componente che lavora. Inoltre si è osservato che l’occupazione femminile è marginale, in quanto alle donne spesso vengono affidati i compiti di cura della famiglia.

Le domande REI totali presentate nell’Ambito sono state 1066, di cui 606 di esito negativo e 460 di esito positivo (di cui 338 nuclei famigliari) con conseguente attivazione del progetto di inclusione sociale da parte del servizio sociale professionale e dell’equipe multidisciplinare. Gran parte delle domande riguardano adulti soli, in prevalenza uomini, con alle spalle progetti famigliari falliti. Molti di loro sono in carico a servizi specialistici come SERD, CPS, NOA. Diverse persone sono ex carcerati che cercano di ricostruirsi un equilibrio socio economico, oltre che di inclusione sociale. Un numero rilevante di beneficiari REI riguarda nuclei famigliari di origine rom, popolazione presente in modo significativo in alcuni comuni dell’Ambito, rispetto i quali è stata preziosa l’esperienza maturata con questa cultura da parte della Cooperativa Spazio Giovani, nostro partner di progetto.
La maggior parte delle domande respinte ha come causa il fattore ISRE superiore alla soglia. Inoltre un numero significativo è stato respinto per la presenza di partite IVA inattive ma ancora aperte e non dichiarate.

 

Come si è organizzato il vostro Ambito per la gestione del REI?

Nel nostro Ambito territoriale, nell’ottica di dare maggior qualità agli interventi, c’è stato un forte impegno, da parte dell’equipe multidisciplinare per giungere ad una maggiore conoscenza del territorio, garantire un servizio vicino al cittadino, costruire una maggior collaborazione con le colleghe dei servizi sociali comunali, conoscere e costruire una collaborazione con le risorse di Terzo Settore e di Volontariato presenti in ogni singolo comune.
Una strategia operativa attuata, che ha garantito una maggior efficienza e qualità del servizio, è stata quella di creare delle linee guida e di azione uguali per tutti i Comuni dell’Ambito di Seregno.

L’équipe del Servizio REI dell’Ufficio di Piano di Seregno è costituita da tre assistenti sociali suddivise all’interno dei dieci comuni dell’Ambito, che lavorano in stretta collaborazione con i colleghi degli uffici dei servizi sociali comunali.
In alcuni Comuni, in presenza di minori risorse di personale interno, tali assistenti sociali, oltre all’elaborazione dei progetti e al monitoraggio, si sono occupate anche della raccolta delle domande e della fase istruttoria. In ogni Comune dell’Ambito sono stati aperti sportelli REI, nella maggior parte dei casi con orario ampliato rispetto al segretariato sociale.

La rete di partenariato ad oggi costituita, comprende erogatori di servizi lavoro, servizi assistenziali, psicologici e socio-educativi ed è così formata: AFOL, Consorzio Mestieri Lombardia, Consorzio SIR, Cooperativa sociale Spazio Giovani, Cooperativa sociale Il Girasole, Cooperativa sociale Sociosfera.
Ogni partner è rappresentato da un proprio referente all’interno dell’équipe multidisciplinare (convocata presso l’Udp ogni 15 giorni), sede di valutazione e di elaborazione dei progetti per ogni beneficiario REI. I rappresentati del partenariato coordinano all’interno delle proprie offerte di intervento azioni utili alla realizzazione di ciascun progetto, dando report periodici di aggiornamento alle assistenti sociali titolari del caso.
I partners che compongono l’équipe multidisciplinare hanno promosso interventi sia di gruppo (come ad es. corsi di formazione professionale, Job club  principalmente centrati sulle strategie e metodologie di ricerca attiva del lavoro; interventi di socializzazione promossi con la collaborazione di enti di volontariato), che individuali, sempre personalizzati e focalizzati su ogni singola situazione e mai  standardizzati.
Come già accennato sopra, in particolare, per l’elaborazione dei progetti con la popolazione rom è stato significativo l’apporto della cooperativa Spazio Giovani; per le azioni di sostegno alla genitorialità e alla prima infanzia, invece, la Cooperativa Sociale Il Girasole; per interventi rivolti a persone anziane e disabili, la Cooperativa Sociale Sociosfera; infine, per i progetti di inserimento lavorativo, AFOL, Consorzio Mestieri Lombardia e Consorzio SIR.
Io, come coordinatrice del servizio REI insieme al responsabile dell’Udp dell’Ambito, ho mantenuto i rapporti con la rete dei partners per quanto riguarda sopratutto: la valutazione e il monitoraggio delle offerte proposte dagli stessi; la rendicontazione economica periodica degli interventi erogati.

Infine ritengo significativo sottolineare l’intenso lavoro capillare svolto in ogni singolo territorio da me assieme alle assistenti sociali dell’Udp, di conoscenza, ricerca, sensibilizzazione e attivazione di collaborazioni con gli enti di terzo settore di volontariato (Caritas, San Vincenzo, Auser,…).

 

Come avviene la gestione dei casi complessi e quali riflessioni fate sul suo funzionamento?

Possiamo ritenerci soddisfatti dei risultati raggiunti. L’equipe multidisciplinare che si è costituita ha carattere strutturale per quanto riguarda la prosecuzione dei progetti REI (e probabilmente anche per quanto concernerà il Reddito di Cittadinanza). La stessa struttura, visti i risultati raggiunti, sarà mantenuta ed implementata anche per la creazione del Servizio Vulnerabilità da sviluppare sulla base delle Linee Guida emanate per il Fondo Povertà.
La metodologia professionale utilizzata è quella afferente al “lavoro di comunità”, quel processo tramite il quale le persone sono sollecitate a migliorare le proprie comunità di appartenenza attraverso iniziative collegiali. Il ruolo di advocacy con le istituzioni è rilevante ma il lavoro concreto più importante è quello realizzato dal Terzo Settore in tutte le sue forme, promuovendo diversi servizi con un orientamento “bottom up” (dal basso verso l’alto), ed è questa la chiave di efficienza degli interventi che noi abbiamo sperimentato nel nostro Ambito territoriale.  Nel nostro anno di lavoro all’interno del servizio REI abbiamo cercato di portare avanti tali linee guida di intervento, oltre all’importante lavoro di integrazione socio-sanitaria con i servizi specialistici dell’ASST di competenza territoriale, come SERD, CPS, NOA e Consultorio Familiare.

Nella nostra esperienza abbiamo avuto modo di constatare concretamente in tante situazioni come la povertà spesso non sia solo una mera questione economica, ma riguardi molte altre dimensioni di fragilità, rispetto le quali, oltre che l’attivazione di interventi/servizi istituzionali (percorsi di inserimento lavorativo, interventi di assistenza domiciliare e di sostegno alla genitorialità,…) molto efficaci si sono rivelate le azioni di creazione e ampliamento delle reti sociali di appartenenza e delle relazioni interpersonali significative.

 

Come sta funzionando la collaborazione con AFOL? Ci sono collaborazioni significative con altri enti?

AFOL è parte attiva all’interno dell’equipe multidisciplinare, vi è una collaborazione diretta sia di scambio di informazione che di attivazione di servizi ed interventi, che auspichiamo di ampliare e intensificare con l’avvento del Reddito di Cittadinanza. Nella nostra rete di partenariato, oltre ad AFOL, si occupano di servizi al lavoro anche il Consorzio Mestieri Lombardia e il Consorzio SIR, con cui abbiamo costruito una buona collaborazione, che svolgono le seguenti funzioni: bilancio competenze, ricerca attiva del lavoro, corsi di formazione o riqualifica, colloqui psicoattitudinali e di selezione, attivazione e tutoring di tirocini risocializzanti.

 

Cosa vi aspettate dall’imminente passaggio al Reddito di Cittadinanza?

Per quanto riguarda l’attuazione del Reddito di Cittadinanza, come Ambito territoriale abbiamo deciso di mantenere l’assetto organizzativo già messo a sistema con il servizio REI, con un potenziamento delle ore degli assistenti sociali. Siamo preoccupati per il numero di situazioni nuove che ci potranno arrivare come “inclusione sociale” in quanto non attivabile un progetto di inserimento lavorativo, considerata la nostra esperienza concreta che la povertà spesso non è un mera questione economica e di “difficoltà” nella società attuale di trovare lavoro. Confidiamo nella buona collaborazione con tutta la rete di partenariato che abbiamo costruito con il REI che continuerà ad offrire ed ampliare, in particolare, in base ai bisogni prevalenti riscontrati dai nuclei famigliari in carico nei nostri territori, le seguenti azioni: servizi di quartiere e centri di socializzazione, tirocini risocializzanti e corsi di formazione per reinserimento lavorativo, servizi educativi sia per minori che per adulti, servizi socio-assistenziali, servizi educativi e sostegno genitoriale della prima infanzia, housing sociale, servizi ad hoc per i Neet (i giovani che non studiano e non lavorano).
Continueremo, inoltre, a sostenere e promuovere in ciascun territorio del nostro Ambito azioni e interventi volti a stimolare, sensibilizzare, informare la comunità rispetto ai problemi e alle risorse presenti al proprio interno per creare partecipazione, abilità e competenze relazionali.
Vi sono ancora molte incognite, ma la motivazione ad offrire e creare un servizio di qualità è molto alta, quindi accettiamo la sfida…..