Il centro antidiscriminazione Franco Bomprezzi. Origini e finalità…
Il Centro Antidiscriminazione di LEDHA, intitolato alla memoria di Franco Bomprezzi, giornalista e leader associativo tra i principali promotori del progetto, ha cominciato a svolgere la propria attività dal 2015[1].
Il mandato del Centro è l’attuazione e promozione del nuovo approccio giuridico e culturale alla disabilità, introdotto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata in Italia con la L. n. 18/2009: l’origine della disabilità non sono le menomazioni, ma la presenza di barriere, fisiche, culturali e sociali. Barriera può essere una rampa di scale, una porta stretta, un treno non accessibile, ma anche gli stigmi, i pregiudizi, i comportamenti, le norme, esplicite o implicite, che negano alla persona con disabilità di poter vivere come gli altri. L’incapacità del contesto sociale di garantire una reale inclusione e partecipazione anche alle persone con disabilità crea diffuse e quotidiane situazioni di discriminazione, in quanto le persone con disabilità non sono messe nelle condizioni di poter esercitare, come gli altri, i propri diritti civili, sociali, economici e politici.
Due sono i principali obiettivi operativi: far crescere la consapevolezza delle persone con disabilità nel riconoscere ed individuare le situazioni di discriminazione vietate dalla legge e contrastare concretamente le situazioni di discriminazione diffuse nella nostra società.
Chi sono i destinatari? E quali servizi offre il Centro?
Il Centro ha sede presso gli uffici di LEDHA e ha come bacino di utenza principalmente la Lombardia anche se giungono richieste anche da altre regioni di Italia. Possono rivolgersi le persone con disabilità che si ritengono vittime di discriminazione o ogni altra persona che ritenga di essere testimone di una situazione di questo tipo (es. familiari, colleghi di lavoro, volontari, operatori).
Il Centro offre ascolto, informazione e consulenza legale e ha competenza per approfondire e prendere in carico i singoli casi in modo stragiudiziale, scrivendo ai singoli interessati e Enti o Società private che mettano in atto una discriminazione. Oggi spesso già dal primo contatto offre una consulenza approfondita e specializzata da parte di un legale. Anno dopo anno, infatti, i quesiti sottoposti sono divenuti sempre più specifici e di tipo giuridico ed è stato deciso di dedicare all’attività di consulenza telefonica direttamente un operatore legale. Nel caso in cui fosse necessario proseguire giudizialmente, LEDHA propone incontri con Avvocati esterni abilitati e di comprovata esperienza nel campo. Tutta l’attività del centro è gratuita, tranne i casi in cui si attivano ricorsi all’Autorità Giudiziaria che richiedono necessariamente l’assistenza di un legale esterno.
Vengono svolte inoltre attività di ricerca, approfondimento di norme regionali e nazionali e formazione rivolta a professionisti, familiari oltre che ai diretti interessati.
Nel corso del 2020 è scoppiata la pandemia Covid-19 con ripercussioni importanti su tutti i fronti e anche sulla quotidianità di ciascuno. Come si è caratterizzata l’attività del Centro?
Nel corso del 2020 sono pervenute 997 richieste. Con l’inizio dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e con il conseguente emergere di nuove esigenze delle persone con disabilità, il Centro Antidiscriminazione ha potenziato il proprio servizio di orientamento e consulenza garantendo, a partire dal mese di febbraio, la disponibilità telefonica di un legale dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30.
Nei mesi di febbraio e marzo, in concomitanza con l’adozione delle disposizioni di emergenza e del “lockdown duro”, il numero dei contatti ha subito un importante incremento. La tipologia delle richieste è stata fortemente influenzata dall’andamento della pandemia, in particolare riguardo a chiarimenti su quanto disposto dai numerosi DPCM e decreti-legge che hanno introdotto importanti misure per le persone con disabilità e i loro familiari, quali ad es. permessi lavorativi, congedi parentali, sorveglianza attiva e lavoro agile, possibilità di uscita per le persone con particolari disabilità e altre situazioni specifiche.
In totale le attività di orientamento e informazione sono state 789.
415 invece sono state le richieste di attività di consulenza legale. Nell’ambito dell’attività di assistenza e intervento legale stragiudiziale, laddove è necessario, i legali del Centro si attivano con l’invio di diffide scritte, oppure mediante incontri con coloro che vengono ritenuti responsabili dell’illecito. In altri casi invece si giunge ad una vera e propria Attività di assistenza legale giudiziale, supportando le famiglie nel ricorrere in Tribunale. LEDHA è infatti riconosciuta dal Ministero delle Pari Opportunità come Ente legittimato a proporre ricorsi antidiscriminatori ai sensi della legge n. 67/2006.
Quali sono le aree principali di intervento?
Le principali aree di attività riguardano: la scuola (es. mancata definizione del PEI, ritardi nella nomina di insegnanti di sostegno, incrementare o ottenere ore di sostegno o di assistenza educativa scolastica, opposizioni contro la decisione della scuola di ridurre l’orario scolastico, garantire la partecipazione dei ragazzi con disabilità ai centri estivi,…); la presa in carico (es. predisposizione del progetto individuale ex art. 14 L. 328/00, ottenere equa e legittima definizione della compartecipazione alla spesa dei servizi o l’inserimento in servizi socio-sanitari residenziali adeguati); barriere architettoniche, lavoro, tutela giuridica (es. presentazione di istanze ai Giudici tutelari in previsione di atti da compiere da parte degli amministratori di sostegno, consulenza per la progettazione del Dopo di noi); accertamento e provvidenze economiche INPS; edilizia residenziale pubblica; interventi effettuati con specifico riferimento all’emergenza Covid-19 (es. ottenere la possibilità per gli alunni con disabilità di frequentare la scuola in presenza, ottenere la rimodulazione del progetto individuale ai sensi degli art. 47 e 48 del decreto Cura Italia, garantire alle persone con disabilità il diritto di uscire dalle strutture residenziali e il diritto di visita dei familiari, smart working, permessi e congedi lavorativi Covid, garantire ai lavoratori con disabilità la giusta tutela da parte dei datori di lavoro rispetto ai pericoli di contagio Covid).
Come è cambiata negli anni l’attività del Centro?
Sin dalla sua nascita, nel 1979, LEDHA ha affiancato all’attività di rappresentanza politica e sociale, un’attività di tutela legale a disposizione delle persone con disabilità.
A partire dai primi anni 2000 l’attività complessiva di LEDHA ha assunto un carattere sempre più antidiscriminatorio così come la competenza del Servizio Legale.
Dopo anni in cui le persone con disabilità sono state considerate solo sulla base della proprie menomazioni fisiche, psichiche o sensoriali e pertanto sono state oggetto solo di interventi protettivi, assistenziali, sanitari e riabilitativi, grazie al nuovo approccio giuridico introdotto dalla legge n. 18 del 2009, il Centro si è evoluto e trasformato.
Guardiamo alla tutela dei diritti della persona con disabilità inserita nel suo contesto di vita sociale, per poter sempre mettere in relazione una situazione di disagio con le barriere che la determinano. Un Servizio che si occupa di contrastare, attraverso un’attività legale, tutte le barriere, sia quelle già oggi sanzionate dalla legge, che quelle che sono ancora, e per il momento, meno riconoscibili, quelle in primis comportamentali, culturali e poi ambientali.
In sostanza un Centro, un servizio in continuo movimento, in continua evoluzione.
Anche rispetto al cambiamento sociale dovuto alla Pandemia, Il centro ha saputo adeguarsi.
La consapevolezza dei diritti delle persone con disabilità cresce di anno in anno, grazie al lavoro delle associazioni e soprattutto del Centro Antidiscriminazione, ma il periodo della Pandemia ha visto come un arretramento della capacità o volontà delle persone di far valere i propri diritti.
Nel corso del 2020 sono state molto numerose le richieste di informazioni e consulenze riguardanti le ripercussioni che l’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha avuto nella vita delle persone con disabilità. L’emergenza ha portato le persone a focalizzarsi sui temi emergenziali – come quello della scuola, del lavoro, della apertura dei Centri, e poi ad inizio di quest’anno sul problema sanitario legato al diritto alle vaccinazioni – per la cui gestione sono stati promulgati nel tempo diversi provvedimenti legislativi e amministrativi, spesso complessi da comprendere e interpretare. I legali del Centro, pertanto, hanno quasi dovuto ricominciare da capo una vera e propria campagna finalizzata all’accrescimento della consapevolezza dei diritti al fine di sostenere le persone.
Riguardo quali ambiti, durante questo periodo di emergenza sanitaria, avete riscontrato una diminuzione di richieste?
Interessante domanda. In realtà non si è trattato di una diminuzione di richieste in termini quantitativi, ma in termini qualitativi. La consapevolezza dei diritti sull’inclusione scolastica ad es. ha ricevuto un arresto, quasi un congelamento. Così come negli altri temi. Infatti, nonostante anche durante la pandemia siano state emanate specifiche disposizioni a tutela dei diritti degli alunni con disabilità (es. la possibilità di proseguire la frequenza scolastica in presenza), poche famiglie si sono attivate perché questi diritti venissero garantiti, pur conoscendo in generale sempre meglio i diritti dei propri figli e riconoscendo sempre più quando una determinata situazione, possa essere ricondotta al concetto di discriminazione vietata dalla Legge 67/2006. Così nel lavoro.
In generale possiamo dire che la tipologia di richieste di interventi non riguardavano più l’attivazione degli strumenti classici per l’inclusione scolastica o lavorativa … la pandemia ha spostato il focus delle richieste creando disorientamento e smarrimento.
È per questo motivo che il Centro ha pensato di cambiare le strategie di conoscenza, anche attivando degli incontri online su temi specifici, come quello relativo all’inclusione scolastica e al diritto all’eliminazione delle barriere, nonché, più in generale, dedicati alla divulgazione del tema del diritto antidiscriminatorio. Quei diritti rimangono validi, anche durante l’emergenza sanitaria!
Il 2020 è risultato un anno particolare in termini di tematiche, ma anche a livello temporale; si sono infatti alternati momenti con numerose richieste di consulenza, in generale in concomitanza con l’emanazione di nuovi provvedimenti legislativi, e momenti invece più tranquilli, senza la costanza che ha caratterizzato gli anni precedenti.
Alla luce di tutto … un pensiero conclusivo
I dati raccolti nel 2020 confermano il flusso di richieste degli anni precedenti, circa un migliaio l’anno.
Questo elevato numero di richieste dimostra da una parte che c’è un grande bisogno di informazioni e sostegno per vedere tutelati i propri diritti, e dall’altra che LEDHA si conferma un importante punto di riferimento per tutte le persone con disabilità e i loro familiari, ed è sempre più riconosciuta anche come autorevole interlocutore da parte delle istituzioni e delle parti sociali, per la competenza e la conoscenza maturata negli anni su questi temi.
Concludendo, il lavoro svolto dal Centro continua a rivelarsi utile e in un momento di eccezionalità come quello attuale, si rende ancora più necessario e fondamentale affinché i diritti, insieme alle persone, non si smarriscano. Anche nel contesto attuale di emergenza sussiste il diritto delle persone con disabilità alle pari opportunità, in tutti i campi e a 360°.
Lo sforzo continua quindi ad essere quello – mentre si parla di bisogni, disagio, autonomia e benessere – di sapere che la risposta a queste esigenze deve comunque essere finalizzata alla possibilità, per tutte e tutti, di poter partecipare alla società su base di uguaglianza con gli altri e trasformare sempre più il Centro come un facilitatore di eliminazione di barriere.
[1] Il Centro nel 2015 ha iniziato a svolgere la propria attività grazie al sostegno di Fondazione Vismara, Fondazione Cariplo, Telethon, Aisla e Linklaters. Attualmente viene sostenuto dalla Fondazione Vismara e dalla Fondazione di Comunità Milano. Ogni anno Ledha è alla ricerca di fondi per sostenere il Centro che deve necessariamente essere indipendente per poter svolgere la sua attività di difesa dei diritti delle persone con disabilità anche eventualmente contro Enti pubblici.


